Accade frequentemente che dal Centro Unico di Prenotazione tiburtino della Asl Rm5 a coloro che, necessitando di una visita specialistica, si recano allo sportello, se vogliono ottenere una prestazione in tempi ravvicinati, venga proposto di recarsi presso gli ambulatori dell’ospedale Angelucci di Subiaco. In passato e gli anziani ricordano i cortei e le marce di protesta degli abitanti fino a Tivoli, quell’ospedale fu in predicato per essere dismesso. Proteste e pressioni della cittadinanza e delle amministrazioni comunali ne impedirono la chiusura definitiva. Fu poi in parte convertito in due REMS: le strutture residenziali deputate alla esecuzione delle misure di sicurezza dopo sentenza dell’Autorità Giudiziaria.
Al piccolo nosocomio sublacense, facente parte dell’omonimo Distretto sanitario della ASL Rm5, fanno capo i circa trentacinquemila abitanti che risiedono in ventuno Comuni del circondario, tredici dei quali hanno meno di mille abitanti. Un terzo dei residenti sono anziani ed hanno più di 65 anni. Secondo lo standard regionale che prevede 3,3 posti letto per malati acuti ogni mille residenti, nell’ospedale Angelucci ne dovrebbero essere garantiti circa 105 invece degli attuali 34.
I dati sono contenuti in un comunicato della locale sezione di Cittadinanza Attiva-Tribunale del malato che ne specifica la destinazione: venti posti letto per medicina, dieci per chirurgia e quattro per medicina di urgenza. Viene inoltre specificato che “i posti letto per acuti gestiscono l’emergenza, (diagnosi e trattamento di malattie acute o riacutizzazioni di malattie croniche che mettono a rischio la vita o richiedono interventi immediati). Dieci, inoltre, i posti letto per lungodegenza che gestiscono la ripresa e la cronicità, facilitando la deospedalizzazione (stabilizzazione clinica, recupero funzionale, riabilitazione o lungodegenza)”. Non solo l’esiguo numero di posti letto, c’è un solo cardiologo prossimo ad andare in quiescenza e presente cinque giorni la settimana, con orario 8-16, identica presenza per l’unico radiologo in organico e conseguenti liste d’attesa lunghissime.
Alla presentazione delle problematiche, nel comunicato fanno seguito due proposte adatte ad aumentare la disponibilità e l’efficienza, nei confronti della popolazione, della struttura: la prima propone di trasformare i dieci posti letto per lungodegenti in posti letto di medicina per malati acuti, la seconda torna ancora una volta sulla necessità, avanzata con proposta di legge regionale dai sindaci del circondario fin dal 2020 e più volte promessa, di procedere alla riclassificazione dell’ospedale di Subiaco come “Ospedale sede di Pronto soccorso”. Due richieste ovvie: per aumentare le esigenze di un territorio periferico ed alleggerire l’ospedale di Tivoli, peraltro raggiungibile in non meno di quarantacinque minuti. (Gianni Innocenti)










