Importanti novità arrivano dagli scavi archeologici in corso a Villa Adriana, il celebre complesso monumentale voluto dall’imperatore Adriano a Tivoli. La recente campagna di ricerca, condotta dall’Università Pablo de Olavide di Siviglia in collaborazione con l’Istituto di Villa Adriana e Villa d’Este, ha portato alla luce una struttura ipogea di età repubblicana che potrebbe rappresentare una delle testimonianze più antiche finora individuate all’interno del sito.
Secondo gli archeologi, l’ambiente sotterraneo sarebbe stato utilizzato come deposito e potrebbe precedere di diversi decenni, se non secoli, la costruzione della sontuosa residenza imperiale. La scoperta contribuisce a ricostruire la storia più antica dell’area, dimostrando come il territorio fosse già frequentato e organizzato prima dell’intervento edilizio promosso da Adriano nel II secolo d.C.
Le ricerche hanno inoltre fornito preziose informazioni sull’assetto dei giardini del Palazzo imperiale. Gli scavi hanno infatti restituito tracce di aiuole, grandi vasi interrati e spazi destinati alla messa a dimora di alberi e arbusti ornamentali. Elementi che confermano l’eccezionale attenzione riservata alla progettazione del paesaggio e degli spazi verdi, parte integrante dell’architettura e della rappresentazione del potere nella villa dell’imperatore.
I nuovi dati consentiranno agli studiosi di approfondire la conoscenza dell’organizzazione degli ambienti esterni e delle tecniche utilizzate per creare scenografie vegetali di grande impatto estetico, in armonia con gli edifici, le fontane e gli specchi d’acqua che caratterizzavano il complesso.
La campagna archeologica è stata diretta dal professor Rafael Hidalgo e ha coinvolto ricercatori e studenti provenienti da numerose istituzioni accademiche internazionali, tra cui l’Università Pablo de Olavide di Siviglia, l’Institute of Classical Studies dell’Università di Londra, l’Universidad Nacional de Educación a Distancia e le Università di Córdoba, Murcia e Roma Tre.
Le nuove scoperte confermano ancora una volta l’enorme potenziale scientifico di Villa Adriana, patrimonio mondiale UNESCO, che continua a restituire testimonianze fondamentali per comprendere la storia, l’architettura e il paesaggio del mondo romano










