Morte del bimbo di 5 anni nella piscina comunale di
Ipotesi di reato: omicidio colposo. La struttura è stata posta sotto sequestro, in corso gli accertamenti medico-legali e i rilievi dei carabinieri per ricostruire la dinamica della tragedia avvenuta il 22 luglio.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli ha reso noto, con un comunicato stampa diffuso oggi, di aver iscritto tre persone nel registro degli indagati in relazione alla morte del bambino di cinque anni avvenuta il 22 luglio scorso nella piscina comunale di Monterotondo. Il reato ipotizzato è l’omicidio colposo, previsto dall’articolo 589 del codice penale.
Nella nota, l’ufficio del procuratore, guidato da Andrea Calice, ha precisato che i tre soggetti indagati devono ritenersi presunti innocenti, essendo il procedimento nella fase delle indagini preliminari, fino a un eventuale e definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
La struttura sotto sequestro
L’impianto natatorio è stato posto sotto sequestro. I carabinieri della Compagnia e della Stazione di Monterotondo, sotto la direzione e il coordinamento della Procura di Tivoli, stanno compiendo tutti gli accertamenti e i rilievi necessari per ricostruire l’accaduto.
«La Procura sta procedendo alle attività d’indagine di competenza al fine di individuare con precisione tutti i soggetti tenuti a garantire la sicurezza degli utenti della struttura»
Le indagini in corso
Oltre agli accertamenti medico-legali di rito, la Procura sta portando avanti le attività investigative volte a individuare con precisione tutti i soggetti tenuti a garantire la sicurezza degli utenti della piscina. Il comunicato è stato diffuso agli organi di stampa e alle testate accreditate ed è consultabile sul sito ufficiale della Procura di Tivoli.










