Dopo sette anni di lavori e un investimento complessivo di 4,2 milioni di euro, il Comune di Poli ha inaugurato il nuovo comprensorio scolastico di via Tivoli, destinato ad accogliere la scuola dell’infanzia e la primaria. Un’opera significativa non solo per il valore economico e strutturale, ma soprattutto per il percorso che ne ha determinato la realizzazione, profondamente segnato dal terremoto di Amatrice del 2016.
Il nuovo edificio rappresenta un salto di qualità sotto il profilo della sicurezza e dei servizi: realizzato secondo le più recenti normative antisismiche, è dotato di palestra, mensa, aula magna, ascensore e percorsi completamente accessibili. La struttura, in classe energetica A4, dispone inoltre di impianti tecnologici di ultima generazione e di una passerella che collega i diversi corpi di fabbrica.
Ad aprire la cerimonia è stata la vicesindaca Barbara Cascioli, che ha sottolineato come l’inaugurazione non rappresenti soltanto la conclusione di un cantiere, ma l’inizio di un percorso condiviso con la comunità. Nel suo intervento ha ricordato anche Renato, responsabile di cantiere scomparso prima di vedere terminata l’opera, ringraziando tecnici, imprese e maestranze coinvolte.
Un richiamo al valore educativo è arrivato dal vescovo di Tivoli e Palestrina, monsignor Mauro Parmeggiani, che ha invitato a considerare la scuola non solo come spazio fisico, ma come luogo capace di “mettere un’anima” nell’educazione delle nuove generazioni, in un contesto sociale sempre più complesso.
Determinante, nel percorso che ha portato alla realizzazione dell’opera, è stato il terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016. Come ricordato dall’assessore ai lavori pubblici Nando Cascioli, il crollo della scuola nella città colpita dal sisma – fortunatamente senza vittime tra i bambini – spinse l’amministrazione a interrogarsi sulle condizioni degli edifici scolastici locali. Da quella riflessione è nata la decisione di costruire una nuova struttura, sostituendo quella esistente, ormai obsoleta.
“Finalmente” è stata la parola scelta dall’assessore per sintetizzare il significato dell’inaugurazione, definendo la nuova scuola come un edificio “sicuro e accessibile a tutti”.
Un aspetto particolarmente evidenziato dall’amministrazione riguarda il finanziamento dell’opera: l’intero intervento è stato realizzato senza gravare sulle casse comunali, grazie a risorse esterne, tra contributi regionali e incentivi nazionali per l’efficienza energetica. “Non è solo un dato amministrativo, ma la misura di un impegno”, ha sottolineato il sindaco Federico Mariani.
Alla cerimonia hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali, tra cui il vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna e l’onorevole Angelo Rossi, che ha evidenziato come la capacità di intercettare fondi e portare a termine opere complesse non sia uniforme tra i Comuni. Un concetto ripreso anche da Marco Vincenzi, che ha richiamato l’importanza della collaborazione tra istituzioni nell’interesse delle future generazioni.
A nome della scuola è intervenuta la coordinatrice di plesso Ester Doddi, che ha definito il nuovo edificio un luogo “di crescita, relazioni e futuro”, pensato per offrire un ambiente inclusivo e stimolante.
Nel suo intervento conclusivo, il sindaco Mariani ha infine allargato lo sguardo oltre i confini locali, ricordando come il diritto all’istruzione non sia garantito ovunque. Un pensiero rivolto ai bambini che, in diverse parti del mondo, non possono accedere alla scuola, a testimonianza di quanto un’opera come quella inaugurata a Poli rappresenti non solo un traguardo amministrativo, ma anche un valore civile.










