Nella giornata di sabato 25 luglio il seicentesco Palazzo Patrizi Clementi, sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, aprirà nuovamente le proprie porte al pubblico, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire la bellezza di un edificio di grande pregio storico e artistico, normalmente non accessibile. I visitatori, informa una nota, avranno la possibilità di ripercorrere la storia del palazzo e del contesto urbano in cui sorge, a pochi passi dal Ghetto di Roma, attraverso un racconto che dalle testimonianze dell’età romana giunge fino ai nostri giorni.
Il personale della Soprintendenza accompagnerà il pubblico alla scoperta degli ambienti del palazzo e del suo ricco apparato decorativo. Costruito nel 1626, l’edificio fu acquistato pochi anni dopo dal nobile Francesco Patrizi, che vi risiedette con la moglie Caterina Pinelli fino alla morte. Le sale del piano nobile sono decorate con un importante ciclo pittorico ispirato ai temi della tradizione sacra e profana.
Tra gli ambienti di maggiore interesse si distinguono il salone, con il grande fregio con le Storie di Abramo, attribuito a Giovanni da San Giovanni, e la raffinata biblioteca, la cui volta conserva un elegante affresco di fine Seicento, raffigurante le Arti Liberali. È nel secolo scorso che Palazzo Patrizi Clementi assunse l’attuale denominazione, quando il complesso fu acquistato dall’ing. Antonio Clementi, che fece incidere il suo cognome sull’architrave del portale di ingresso sulla piazzetta di Santa Caterina dei Funari.
Le visite guidate, gratuite e della durata di circa un’ora, si svolgeranno nei seguenti orari: ore 16.00, 17.30, 19.30, 21.00. Non è necessaria la prenotazione. Sarà possibile partecipare alle visite guidate presentandosi all’ingresso del palazzo dieci minuti prima dell’orario di inizio, fino ad esaurimento posti (25 pax. per turno di visita)










