La campionessa paralimpica Bebe Vio volta pagina e lascia la scherma, lo sport con cui ha conquistato due ori ai Giochi di Paralimpiadi di Rio 2016 e Paralimpiadi di Tokyo 2020, per intraprendere una nuova avventura nell’atletica leggera. Ad accompagnarla in questo percorso sarà il tecnico tiburtino Pasquale Porcelluzzi, vicepresidente dell’Atletica Tiburtina, che già da due mesi segue la campionessa nella preparazione.
L’annuncio è arrivato durante la trasmissione televisiva Che tempo che fa, dove l’atleta ha ufficializzato la decisione maturata dopo un periodo difficile dal punto di vista fisico. In un’intervista al Corriere della Sera, Vio ha raccontato i problemi che negli ultimi anni hanno reso sempre più complicato continuare con la scherma.
«Facendo scherma mi stavo distruggendo. Non perché faccia male, anzi fa benissimo. Il mio tipo di scherma faceva molto male a me», ha spiegato la campionessa, riferendosi ai dolori al gomito, alla schiena, al collo e persino alla testa che l’hanno accompagnata negli ultimi tempi.
Lasciare la disciplina che l’ha resa una delle sportive italiane più amate non è stato semplice. «È un trauma, perché è una vita che sono con la squadra e non saprei stare senza», ha confessato. Tuttavia la decisione è stata inevitabile: «Lasciare è stata una necessità».
Se la scherma resta alle spalle, non cambia invece il rapporto profondo con lo sport. «Senza sport non sarei in grado di vivere», ha detto Vio, spiegando perché abbia deciso di rimettersi subito in gioco con una nuova disciplina.
Ed è qui che entra in scena il tecnico tiburtino Pasquale Porcelluzzi, che l’atleta chiama affettuosamente “Pasqualone”. Il vicepresidente dell’Atletica Tiburtina sta seguendo la campionessa in un percorso completamente nuovo, iniziato con visite mediche, risonanze e allenamenti specifici per adattare il suo corpo alle esigenze dell’atletica leggera.
«Mi sento ancora giovane per fare l’ex atleta», ha raccontato Vio. «Non posso dire di essere innamorata dell’atletica, ma mi piace e so che è complicata per me». Nonostante le difficoltà, i primi segnali sono incoraggianti: «Le gambe mi stanno seguendo».
Per la campionessa azzurra si apre quindi una nuova sfida sportiva, questa volta in pista, sotto la guida del tecnico tiburtino Porcelluzzi. Un progetto che punta a trasformare ancora una volta determinazione e resilienza in nuovi traguardi sportivi.










