Ieri, a fine turno, un lavoratore di 57 anni è morto all’interno della Buzzi Unicem di Guidonia. Lascia due figli. Era lì per conto di una ditta esterna che da tempo si occupa della pulizia dei silos che contengono i materiali di base del cemento. I lavoratori hanno provato a salvarlo. Quando si sono accorti che c’era una difficoltà, sono intervenuti immediatamente per prestare soccorso e fare tutto ciò che era possibile.
Quegli stessi lavoratori, insieme alla Fillea Cgil e alla Feneal Uil del territorio, oggi sono in sciopero per l’intero turno di lavoro. Uno sciopero di dolore, di rabbia e di denuncia, ma soprattutto di umanità. Dobbiamo continuare a mobilitarci, come stiamo facendo oggi. Tuttavia, la forza delle lavoratrici e dei lavoratori non basta. Fermare la strage nei luoghi di lavoro deve essere una priorità dell’intera società, a cominciare dalle istituzioni che, anche nel territorio, devono attivarsi e fare tutto il possibile per fermare questa vergogna.
Ecco perché è importante che questo sabato due comuni della provincia di Roma, Artena e Colleferro, promuovano una manifestazione per la salute e la sicurezza sul lavoro e per ricordare i propri concittadini morti di lavoro. Dovrebbe avvenire ovunque, non solo nei territori ma anche nei luoghi di lavoro, perché ricordare i nomi, i volti, le storie, strappare le persone dalle fredde statistiche è il primo atto per invertire la normalizzazione della strage e rimettere al centro del modello di fare impresa l’umanità”. Così, in una nota, il segretario generale della CGIL di Roma e del Lazio Natale Di Cola.










