Educare oggi per non piangere domani. È da questo principio che nasce il progetto pilota di sicurezza stradale “Metti in moto la responsabilità: la sicurezza corre con te”, che ha preso il via lunedì 2 febbraio 2026 a Tivoli, coinvolgendo direttamente gli studenti delle classi III e IV dell’Istituto Tecnico Tecnologico Alessandro Volta.
Un’iniziativa che mette al centro la vita, la responsabilità individuale e la consapevolezza delle scelte, parlando ai giovani con un linguaggio autentico e diretto, capace di andare oltre la didattica tradizionale per trasformarsi in esperienza di crescita personale e impegno civico.
Il progetto è ideato e guidato dalla dottoressa Enza Tripaldi, presidente dell’Associazione Famiglie di Angeli OdV, da anni impegnata nel sostegno alle famiglie colpite dalla perdita di un proprio caro e nella promozione di azioni concrete di prevenzione stradale. L’obiettivo è chiaro: evitare che altre vite vengano spezzate e che altre famiglie conoscano un dolore che, in molti casi, potrebbe essere evitato.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Tecnico Tecnologico Alessandro Volta, la Scuola Primaria del Convitto Amedeo di Savoia, il Comune di Tivoli e l’assessorato al Welfare e all’Istruzione, rappresentato dall’avvocata Erika Osimani. Un’alleanza tra scuola, istituzioni e associazionismo che intende contrastare con decisione l’incidentalità stradale e interrompere una scia di dolore che troppo spesso colpisce famiglie e comunità.
Gli studenti saranno protagonisti di un percorso formativo articolato, che prevede incontri con esperti del settore, ricercatori, rappresentanti della Polizia Stradale e testimoni del mondo della Formula Uno. Voci autorevoli e testimonianze dirette accompagneranno i ragazzi in un confronto autentico sui temi della prevenzione, delle scelte consapevoli e delle conseguenze che comportamenti sbagliati possono avere per tutta la vita.
Un messaggio forte e necessario, soprattutto per le nuove generazioni: ogni gesto sulla strada è un atto di responsabilità, non solo verso sé stessi, ma anche verso gli altri. Perché la sicurezza non è un limite, ma una forma di rispetto e di amore per la vita.










