Se ne parla ormai da qualche mese ma è meglio ricordarlo e prenderne atto: la validità delle ricette, attraverso le quali il nostro medico di famiglia o il medico specialista ci prescrive una analisi specifica o una visita ambulatoriale particolare, cambierà dal primo febbraio prossimo! Se eravamo abituati a tenerle in tasca, in attesa di avere un giorno libero evitando così’ di perdere una giornata di lavoro o di chiedere una cortesia a qualche parente affinchè custodisca il nostro bimbo, non possiamo più permettercelo!
Dimentichiamo che quel foglietto bianco, che da’ diritto alla prestazione medica in strutture pubbliche o private, rilasciato esclusivamente dal medico o pediatra di famiglia e da altri medici del Servizio sanitario regionale e nazionale, valeva 180 giorni! La Regione Lazio ha deciso: per snellire le lunghe liste di attesa si abbrevia la validità della ricetta in base alla lettera indicante la Classe di priorità che il medico inserirà sulla stessa ed alla quale occorrerà prestare attenzione.
Priorità e tempi
Le specifiche sono reperibili anche sul sito della Asl RM 5 che le riporta con la necessaria evidenza: la ricetta dovrà essere utilizzata per richiedere la prenotazione entro i termini di validità indicati di seguito, in base alla classe di priorità, U (Urgente): da prenotare entro 10 giorni; B (Breve): da prenotare entro 20 giorni; D (Differibile): da prenotare entro 40 giorni le visite, entro 70 giorni le prestazioni strumentali; P (Programmata): da prenotare entro 130 giorni. In coda alla nota della ASL RM5, l’invito all’utenza a verificare attentamente la classe di priorità indicata sulla ricetta e a procedere alla prenotazione nei tempi previsti per evitare la scadenza della prescrizione.
Tempi di validità
La durata della validità è riferita esclusivamente ai tempi in cui si chiede di prenotare la prestazione o la visita, non al giorno in cui viene effettuata la prestazione. Se non si prenota entro i tempi indicati, la ricetta scade e non è più utilizzabile. Occorre tornare dal medico per riceverne una nuova. Sarà il medico che compila la ricetta a valutare l’urgenza e quindi la priorità della prestazione sanitaria prevista. Il conseguente periodo di validità della richiesta si calcola dalla data in cui il medico l’ha compilata (la data è visibile nell’impegnativa o ricetta). La richiesta di prenotazione della prestazione dovrà essere effettuata nel periodo di validità della ricetta e per ottenerla restano confermati i modi precedenti: chiamando il call center regionale ReCup 069939 – attivo dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, il sabato dalle 7.30 alle 13; attraverso il sito web ReCup – prenotasmart; compilando un modulo on line per essere contattati dall’operatore telefonico e richiedere o spostare le prenotazioni; attraverso le farmacie aderenti al sistema FARMARECUP Sono considerati primi accessi anche quelli relativi a pazienti affetti da malattie croniche già diagnosticate (ad esempio diabete, ipertensione…) che presentano una fase di riacutizzazione o l’insorgenza di un nuovo problema, anche non collegato alla patologia cronica stessa, ma tale da rendere necessaria una rivalutazione complessiva della terapia. Per visita o esame di controllo si intende il momento dell’accertamento diagnostico successivo ad un primo accesso (sia una visita che un esame).
Le impegnative
Le impegnative per visite o esami di controllo, in genere vengono prescritte dal medico specialista che ha preso in carico il paziente. L’appuntamento per la visita successiva dovrà essere fornito dallo stesso specialista, dalla struttura dove lo specialista opera oppure prenotato tramite il CUP della struttura presso cui lavora il medico specialista che ha in cura il paziente. Le visite di controllo non possono essere prenotate tramite il call center regionale né tramite il sistema ReCup – Prenota smart. Le perplessità Fin qui le nuove regole ma c’è da chiedersi se le novità, con le quali i cittadini dovranno confrontarsi tra pochissimi giorni, funzioneranno e saranno in grado di risolvere i problemi di liste di attesa che, fino ad oggi, proponevano prestazioni a distanza di mesi, in sedi lontane o addirittura impossibili da ottenere nella ASL di appartenenza.

Rifiutare una prestazione
Con la nuova regolamentazione, rifiutare una prestazione strumentale in una sede lontana o presso un’altra ASL vorrà dire rinunciarvi e rivolgersi al privato se si è in condizioni di farlo siano le difficoltà, economiche o di mobilità. L’alternativa obbligata sarà una nuova prescrizione del medico, una nuova richiesta al CUP e una nuova proposta probabilmente in una struttura lontana. Si preannunciano situazioni da racconto kafkiano. La situazione reale dell’ultimo anno vede nel Lazio prestazioni rese nei tempi idonei solo per il 12 per cento del totale, un incremento di spesa privata e di rinuncia alle prestazioni. Gli effetti delle nuove procedure fanno prevedere, per rispettare i nuovi tempi di scadenza per le prenotazioni, un aumento esponenziale della migrazione da una Asl all’altra e fuori regione. Ce lo dirà il prossimo monitoraggio che Cittadinanza attiva-Tribunale del malato probabilmente sarà, autonomamente, chiamata a fare! (G. I.)










