Il progetto di recupero del Flaminio come nuovo stadio della Lazio prevede un piano della mobilità in cui l’arrivo allo stadio è previsto a piedi, in bicicletta, con la linea A della metropolitana e su navetta. Ma non in macchina. I parcheggi immaginati dalla Lazio per le auto, secondo una prima stima non oltre 2000, saranno localizzati prevalentemente a Tor di Quinto, nei pressi della caserma Salvo D’Acquisto. Da qui la Lazio immagina navette che in 6 minuti porteranno i tifosi allo stadio o una passeggiata a piedi di 25 minuti passando sul rinnovato ponte Bailey, che la società di propone di recuperare. È quanto emerso nel corso della presentazione del progetto. Un’alternativa sarà la metropolitana. Non la linea C, la cui stazione Auditorium, a due passi dal Flaminio, non arriverà prima del 2036. Ma la linea A, con una stima di una successiva passeggiata di 15 minuti a piedi. Attorno al Flaminio la Lazio propone una ztl per le tre ore prima della partita e fino al fischio finale. Solo ai motocicli, è la proposta di Lotito, sarà consentito parcheggiare attorno allo stadio. Ma ovviamente questa è una decisione che dovrà prendere il Comune di Roma. Sul fronte ambientale, infine, il progetto prevede un aumento delle aree verdi pari ad un +30% e delle alberature con un +96%.
“La zona del Flaminio presenta oggi quattro criticità ambientali: la prima è quella del congestionamento automobilistico. Ma si tratta di un problema attuale con le partite all’Olimpico che anzi il nuovo progetto della Lazio andrà invece a risolvere”. È quanto sostiene Domenico D’Olimpo, uno degli architetti e professore della Sapienza che hanno lavorato al progetto della Lazio sul Flaminio. “Il nuovo Flaminio della Lazio- ha poi aggiunto- risolve anche la presenza di aree degradate andando a creare nuovi ambiti e quella delle precarie condizioni della vegetazione, che oggi è ammalata e prevede diversi infestanti. Infine c’è la criticità legata alla qualità dell’aria. Ma su questo interverreremo con una pavimentazione fonoassorbente che mangia l’inquinamento, con maggiore vegetazione e con l’accesso allo stadio prevalentemente con i mezzi grazie alla delocalizzazione dei parcheggi che è una nostra strategia fondamentale”.
“Oggi non presentiamo solo un progetto edilizio. Presentiamo una visione. Perchè la rifunzionalizzazione del Flaminio non riguarda solo la Lazio. Riguarda Roma, la sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità”. Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, nel corso della presentazione ufficiale del progetto della Lazio sullo stadio Flaminio. “Il progetto- ha spiegato Lotito- punta a rigenerare un’area oggi segnata da criticità evidenti, restituendole qualità e funzionalità. Il progetto prevede la delocaalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico locale, l’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale. Ci sarà un incremento significativo delle aree verdi e delle alberature. Con una cintura verde intorno allo stadio e oltre 57.000 metri quadrati di pavimentazione innovativa, in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti”. “Ma questo progetto- conclude Lotito- rappresenta anche un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale e infrastrutturale del club. Nasce non per dividere. Ma per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. E anch’io lo sogno”.










