Ancora oggi Tivoli, che ha fornito opere d’arte e reperti archeologici ai più grandi musei del mondo (al punto che, se magicamente si facessero sparire, le collezioni resterebbero assai depauperate), non ha un museo e neppure un antiquarium che raccolga una pur minima parte dell’immenso patrimonio pervenuto dall’età classica e ancora disponibile sul posto. Il “Museo della Città”, infatti, esistente dal 2015, non espone alcuna testimonianza materiale, ma è sostanzialmente una mostra costituita in prevalenza di foto, disegni e riproduzioni, oltre ad ospitare – in questo lodevolmente – iniziative culturali di alto livello. Rispetto ad altre città del Latium vetus, come ad esempio Praeneste (Palestrina) e Nomentum (Mentana), per citare le più vicine, che da anni hanno una sede espositiva, il ritardo è enorme. E lo è soprattutto riguardo ad altri centri confinanti che non esistevano nell’antichità, come Montecelio, Sant’Angelo Romano, Palombara Sabina, ove sono presenti musei civici. Da Funzionario archeologo della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, ho ideato sin dal 2018 il progetto scientifico dell’“Antiquarium dell’antica Tibur” da realizzare nel cuore del centro storico, progetto che illustrai al precedente Sindaco, prof. Giuseppe Proietti, e che ho sottoposto all’inizio del 2015 anche all’attuale Primo Cittadino. L’idea venne contestualmente alla sistemazione definitiva nel 2018, ad opera del Comune dietro parere della Soprintendenza, del tratto di criptoportico romano (I sec. a.C.) in via del Tempio d’Ercole annesso alla Biblioteca Comunale. Con la posa in opera di una passerella metallica fu resa fruibile la galleria ipogea, il cui scavo ha messo in luce anche strutture più antiche (IV-III sec. a.C.) e un pavimento decorato con tessere musive (II-I sec. a.C.), sita al pianterreno del Palazzo Coccanari Fornari. Un vano antistante, collegato all’ingresso della Biblioteca, fu individuato come sede del futuro Antiquarium. Nello stesso 2018 erano in ultimazione i lavori di recupero del Palazzo e l’Antiquarium si sarebbe dovuto allestire in quel frangente, ma per la mancanza di un finanziamento destinato all’acquisto di vetrine e supporti non si poté procedere.

Venne invece abbozzata la disposizione museografica e, soprattutto, furono definiti gli aspetti museologici con l’individuazione dei reperti che sarebbero stati presentati secondo un criterio topografico, al fine di far conoscere alcuni siti e monumenti della Tibur romana oggetto di scavi effettuati fra il 1997 e il 2022: 1. oggetti di una stipe votiva (IV-II sec. a.C.) restituiti dai sondaggi di scavo preliminari alla costruzione dell’Auditorium nell’ex Cartiera Amicucci Parmegiani (v. XL 3, 2023), 2. frammenti pittorici e materiali osteologici dallo scavo della fontana di età romana e del sepolcreto medioevale in vicolo dei Ferri (v. XL 22, 2024), 3. corredo della tomba protostorica rinvenuta in via del Trevio, 4. reperti, soprattutto ceramici, da uno scavo presso l’anfiteatro, 5. oggetti votivi dallo scavo per l’ampliamento del Tribunale, 6. ceramiche e monete del sepolcreto di età repubblicana presso la tomba della vestale Cossinia; e ancora 7. reperti da tempo custoditi nel Palazzo Coccanari Fornari, 8. iscrizioni e pezzi di sarcofagi sequestrati nel 2012 dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale nel centro storico, 9. materiali che soggetti privati sono disposti a donare. Tutti questi reperti sono oggi conservati prevalentemente in locali del Comune e della Soprintendenza e nei depositi del Santuario di Ercole Vincitore. Per l’esposizione alcuni di essi necessitano di restauro o semplice pulitura, occorrono inoltre vetrine per i più leggeri e basamenti e mensole per quelli più pesanti (in marmo e travertino).

Oltre a riunire materiali oggi giacenti in depositi, e quindi sottratti alla fruizione pubblica, l’Antiquarium si prefigge più in generale di illustrare l’intera area urbana di Tibur e, a tale scopo, dovrà essere fornito di un ampio apparato didattico che mostri al visitatore anche siti con assenza di rinvenimenti, pur considerando che in futuro altri reperti si potranno aggiungere. La contiguità con la Biblioteca, ove è auspicabile l’incremento della sezione dedicata alle pubblicazioni sulla città antica, non potrà che rafforzare la ‘missione’ documentaria dell’Antiquarium. Il Sindaco, il 27 maggio, ha ritenuto opportuno “inaugurare” il criptoportico, evento che non è stato certo una novità, poiché già in passato erano state organizzate visite guidate con notevole successo di pubblico (v. XL 15, 2021). Nulla di concreto invece ad oggi è stato fatto per realizzare l’Antiquarium che rappresenterebbe, il raggiungimento di un ulteriore obiettivo rispetto all’avvenuto restauro del criptoportico e che contribuirebbe non poco a valorizzare il quartiere medioevale dotandolo di un polo culturale. Si confida, comunque, nel manifestato impegno del Sindaco a voler condurre celermente in porto il progetto.
Zaccaria Mari Ispettore Onorario della Soprintendenza archeologia, belle arti e passaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti










