A fine d’anno arrivano i bilanci e uno di quelli che più interessa i cittadini è quello che riguarda la salute, in modo particolare quello sul modo e sui tempi di risposta che la struttura sanitaria pubblica mette a disposizione di chi ha l’esigenza, più o meno urgente, di curarsi.
Sulla qualità delle cure la soddisfazione del cittadino comune, Pronto soccorso a parte a causa di scarsità di personale e super affollamento, è buona. Sono i tempi in cui la visita o l’indagine strumentale necessaria si riescono ad ottenere che preoccupano.
Sui tempi di attesa previsti ci si può orientare sul sito delle ASL, i dati sono aggiornati in relazione alle prestazioni disponibili, evidenziate in rosso le righe che indicano le prestazioni disponibili in tempi biblici.
Attualmente, nella Rm 5 per un ecocolordoppler degli arti superiori arterioso e/o venoso occorrono 284 giorni, per un Ecocolordoppler scrotale 160, per una Mammografia bilaterale 303,2 e 172 se monolaterale, per una prima visita oculistica 142 e per quella otorinolaringoiatrica 2,5 anche se, è esperienza recente di chi scrive, non è così, anzi, il tempo di attesa è molto più lungo.
Comunque per la Asl Rm 5 il link della pagina specifica è: https://tdaspecialistica.regione.lazio.it/tda/?filtro=5.
Esiste comunque il ricorso alla prestazione intramoenia nella propria Asl: è la visita o esame specialistico a pagamento erogato da un medico dipendente del Servizio Sanitario Nazionale. Viene effettuata all’interno di una struttura della Asl ma fuori dal normale orario di lavoro. Il cittadino sceglie il medico, i tempi di attesa sono molto più brevi e la tariffa è concordata. Non sempre però il richiedente è in grado di disporre della cifra necessaria.
La novità
Sono note le polemiche che si sono scatenate a fine 2025 in seguito ai dati, relativi alle percentuali di soddisfacimento delle richieste pervenute ai centri di prenotazione delle Asl. Il presidente della Regione Lazio Franceso Rocca li aveva annunciati pubblicamente. Dati contestati da Cittadinanza attiva-Tribunale del malato e dai partiti politici di opposizione secondo i quali, le percentuali di soddisfacimento pubblicate, non tenevano conto delle rinunce che i cittadini avevano espresso se la prestazione richiesta poteva essere espletata unicamente in un distretto lontano dalla residenza o addirittura in un’altra ASL rispetto a quella di appartenenza.
Un segnale comunque sembra essere arrivato, dal primo Febbraio prossimo cambia la determinazione delll’Ambito di garanzia. E’ quello che determina l’area territoriale (distretto, ASL, azienda ospedaliera o regionale) in cui il cittadino ha diritto alle prestazioni sanitarie che richiede entro i tempi massimi stabiliti, in base alla classe di priorità della ricetta medica (U, B, D, P).
Se la struttura sanitaria non riuscirà a garantire i tempi previsti, si attiverà un «Percorso di garanzia» che impegna il Servizio Sanitario Nazionale a fornire la prestazione anche in altre strutture. La richiesta dovrà essere evasa, eventualmente in regime privato convenzionato, entro i limiti stabiliti per quella classe di priorità, onde evitare che il cittadino debba attendere oltre il dovuto.
In prima istanza nella Asl di residenza ed in seconda istanza, nelle Asl limitrofe, secondo uno schema che prevede cinque aree geografiche. Le prescrizioni dovranno essere eseguite entro dieci giorni per le visite urgenti e fino a 130 per le programmate. A questo scopo il territorio regionale è stato diviso in 6 aree: centro (Asl Roma 1, Asl Roma 2, Asl Roma 3), nord-ovest (Viterbo, Asl Roma 4, Asl Rm 1- Rm 2 e Rm3), nord est (Rieti, Asl Rm 1- Rm 2 e Rm3), sud-ovest (Frosinone, Asl Roma 5, Asl Rm 1- Rm 2 e Rm3), sud ovest (Latina, Asl Roma 6, Asl Rm 1- Rm 2 e Rm3). Così si legge nella deliberà regionale. Sarà tutto da verificare auspicando che il nuovo sistema funzioni.
Secondo la Regione “l’obiettivo principale della deliberazione è ridefinire e migliorare il sistema di prescrizione, prenotazione ed erogazione delle prestazioni sanitarie nel Lazio per rendere più efficiente il governo delle liste d’attesa, ridurre i ritardi e limitarne le disomogeneità territoriali, garantendo tempi più certi e percorsi più chiari ai cittadini.
A questo scopo viene ridefinita anche la validità temporale delle prescrizioni, che non sarà più uguale per tutte le prestazioni. (Gianni Innocenti)
Intanto lo SPI CGIL consiglia:
Le liste di attesa spesso sono troppo lunghe e tu non puoi attendere. Se devi fare una prima visita medica o un esame specialistico in tempi brevi puoi evitare di doverteli pagare privatamente o in intramoenia. È sufficiente richiedere alla ASL l’accesso all’ intramoenia pagando solo il ticket (nel caso non si abbia già un’esenzione). COSA DEVI FARE. Fai indicare al tuo medico la priorità della prestazione: U (urgente entro 72 ore); B (breve entro 10 giorni); D (differibile entro 30 giorni se visita, entro 60 giorni se esame diagnostico); P (programmabile entro 180 giorni). Allo sportello del CUP o al Recup specifica il codice di priorità indicato nella ricetta. Se l’appuntamento non è fissato entro i tempi massimi stabiliti dal codice di priorità indicato nella tua ricetta richiedi di effettuare la prestazione in intramoenia pagando solo il ticket.
Compila il Modulo scaricandolo collegandoti al link https://www.cgillaziospi.it/in-primo-piano/131-puoi-evitare-le-lista-di-attesa.html. e consegnalo a mano o invialo via email all’Ufficio Relazioni con il pubblico (URP) della tua ASL. La ASL deve tempestivamente contattare il cittadino che ha presentato la richiesta e fissare l’appuntamento, la visita e/o gli esami in intramoenia oppure indicando altre strutture accredidate.










