Intervista ad Alberto Samonà, nuovo direttore dell’Istituto Villa Adriana-Villa d’Este, che presenta ai tiburtini le linee guida che intende adottare ed i programmi che vuole svolgere nei quattro anni in cui, salvo proroga, sarà alla guida dei due siti Unesco e degli altri monumenti che fanno parte del VA-VE.
- Buongiorno Direttore e benvenuto a Tivoli. Con la sua nomina lei assume la direzione di due Ville patrimonio dell’Umanità. Come ne valuta l’importanza e le differenze?
Intanto questo ci dà una responsabilità molto grande perché questi due siti sono beni dell’Umanità e allo stesso tempo e per me è giusto così, appartenenti alla comunità tiburtina. E dunque una prospettiva di territorio sulla quale stiamo lavorando poiché è importante che non vi sia una mancanza di collegamento tra i grandi luoghi della cultura statali ed il territorio tiburtino. Allo stesso tempo occorre un respiro internazionale perché è quello che si aspetta l’UNESCO e quello che ci chiedono i visitatori, da qualsiasi parte del mondo provengano, tiburtini, romani, milanesi, francesi, tedeschi, americani e quant’altro. Le differenze fra i due siti non devo essere certo io a citarle perché sono evidenti.
Un tema fondamentale che unisce questi due siti però è il paesaggio che per me è importantissimo ed è importante il preservarlo ma anche valorizzarlo. Inoltre c’è il tema dell’acqua che unisce in modo assolutamente interdipendente questi due siti. Del resto tutti sappiamo che Pirro Ligorio prese molte idee dallo studio di Villa Adriana per realizzare questo gioiello in cui siamo ora che è Villa d’Este.
- Non possiamo poi dimenticare il colosso dell’Ercole Vincitore.
Sul Santuario stiamo mettendo a punto un programma di iniziative, è un luogo che a me sta particolarmente a cuore per una ragione: più che in altri siti, nel Santuario di Ercole Vincitore è presente una sovrapposizione di elementi storici e di epoche che è rende unico, assolutamente unico in Italia. Noi abbiamo il santuario vero e proprio, con quelle che sono le testimonianze di ciò che avveniva. La scoperta degli ultimi giorni appunto, questa iscrizione che conferma come la giustizia fosse amministrata all’interno del santuario e che vi fosse effettivamente la basilica. Gli scavi archeologici in corso stanno portando in luce delle testimonianze molto importanti e allo stesso tempo tutto ciò che avvenne da quel momento in poi quando il Santuario venne abbandonato come luogo di culto e cominciò a diventare altro.
Le testimonianze medievali, le testimonianze successive quando poi il sito diventa luogo per degli insediamenti produttivi e industriali fino sostanzialmente agli anni 50, alla cartiera. Questo ci consente, di lavorare in un luogo dalle potenzialità immense.
É un luogo dove, più che in altri, dove l’archeologia diventa contemporaneità il luogo di culto oggi può essere considerato il tempio della contemporaneità, dove tutte le testimonianze storiche diventano attualità. Inaugureremo infatti, dopo l’estate, un nuovo percorso di visita nella via Tecta, restaurato grazie ai nostri studiosi e ai nostri funzionari, che permetterà di ampliare in modo determinante l’offerta culturale del Santuario. Stiamo realizzando inoltre un programma di iniziative culturali: convegni, musica, una rassegna teatrale molto importante. non posso anticiparlo perché faremo una conferenza stampa tra qualche settimana. Sono tutte iniziative che tendono a destare l’interesse dei visitatori verso questo luogo che, nulla togliendo ovviamente ai due siti Unesco che sono beni dell’umanità, è un luogo che non ha nulla da invidiare a nessun altro luogo e per me deve diventare, anzi deve confermarsi perché devo dire che il lavoro che è stato fatto dal dottor Bruciati in questi anni e dalla dottoressa Scungio, va in questa direzione.Deve confermarsi come luogo importantissimo al pari di Villa Adriana e di Villa d’Este.

- Abbiamo notato che nella nomina che le è stata, conferita non è previsto un rinnovo.Quattro anni ci sembrano pochi in relazione alla continuità e realizzazione di progetti per siti monumentali così importanti.
É previsto ma non è automatico, chiaramente. É sempre a discrezione del direttore generale dei musei è sempre stato così.
- Altra cosa importante che nella passata gestione ha un po’ faticato secondo noi, il rapporto del VA.VE con la città. Intende intensificare questo tipo di rapporto?
Intanto ho già incontrato il sindaco in più occasioni e devo dire che sono molto contento di diverse iniziative che sono portate avanti dal Comune e di essere stato coinvolto in quella recente svoltasi in biblioteca nella quale si è parlato del lascito della famiglia Coccanari.
Inoltre stiamo già lavorando insieme al delegato della cultura per il Comune per fare in modo che non vi siano sovrapposizioni di iniziative, ma vi siano sinergie e questa è una cosa fondamentale. Già a partire da adesso c’è il Festival del Libro organizzato dal Comune e noi stiamo pensando a un calendario durante tutto l’anno che sia la prosecuzione ideale del Festival del Libro proprio in simbiosi con il comune di Tivoli. Ma non soltanto il Comune di Tivoli, penso alle altre realtà che insistono sul territorio, che per me sono altrettanto importanti e penso alle realtà culturali. Devo dire che Tivoli brilla per avere diverse associazioni che da tanto tempo portano avanti una progettualità importante. Penso anche alle realtà che guardano ai più giovani, ai ragazzi, agli adolescenti, tutte persone che non sono estranee all’offerta culturale delle Ville, ma possono diventare e devono diventare attori fondamentali per noi.
Quindi il territorio per me è importantissimo, non solo, vi dirò di più, stiamo organizzando per l’autunno un grande iniziativa per parlare agli imprenditori, alle forze private che probabilmente, sì conoscono le ville ma non hanno mai interagito con l’Istituto. Per esempio, racconteremo cosa è il fundraising, racconteremo cos’è l’Art bonus, tutte buone pratiche che fanno in modo che i privati possano investire in cultura e avere poi un ritorno come credito di imposta. Noi vogliamo farci parte attiva anche per realizzare questo tipo di cerniera tra lo Stato, il Ministero della Cultura che noi rappresentiamo, l’Istituto e il territorio.
- Noi abbiamo avuto informazione di parecchie sollecitazioni di associazioni di fare delle iniziative all’interno dei siti. Nel passato un po’ di difficoltà ci sono state.
Io guardo al futuro, non al passato.
- Ci ha detto che ha incontrato il Sindaco e di programmazione annuale, Tivoli ha un centro storico molto bello che in alcune parti, necessita di riqualificazione. Come pensa che l’Istituto potrebbe collaborare per rivalutare anche il centro storico?
Intanto a me quel che preme è la visita a Villa d’Este, come la visita a Villa Adriana a prescindere dal centro storico. Parliamo della Villa estense a questo punto, l’Istituto in generale non può rappresentare una visita mordi e fuggi. Cioè, il visitatore per me non è un turista, potrebbe anche esserlo ma il visitatore è un una donna, un uomo che si nutre dell’energia che viene trasmessa dai luoghi e per me non vi può essere una separazione tra il centro storico e Villa d’Este che è nel cuore di Tivoli.
Lo scopo è di fare rimanere i visitatori a Tivoli, fare in modo che il visitatore possa sedersi a tavola, possa acquistare dei prodotti in questa città, possa fermarsi anche a dormire. Penso alle case vacanza che sono aumentate in questi anni nel centro storico, sono tantissime e noi vogliamo andare anche in direzione di questa possibilità. Per esempio, sto reintroducendo un biglietto che consenta in tre giorni di visitare tutti i luoghi dell’Istituto in modo tale da favorire questa permanenza nel territorio, chiaramente con degli sconti. Questo è un piccolo segnale, ma tanti se ne possono dare, si può costruire insieme e lì con l’amministrazione comunale si può fare veramente un grande percorso insieme.
- Recentemente era in vigore un accordo che consentiva un biglietto ridotto ai residenti di Tivoli che ora è stato interrotto.
Sì, non era proprio un accordo, era uno sconto che l’Istituto attivava nei confronti dei residenti. In questo caso devo dire che è stata data, a torto, la responsabilità a chi mi ha preceduto. Non è così. In questo caso noi dobbiamo rispettare, per noi intendo i luoghi della cultura e i musei italiani che devono giustamente rispettare le norme europee che impongono di non discriminare tra i cittadini dell’Unione Europea e quindi ci obbligano a regole molto rigide e molto puntuali per cui noi non possiamo applicare una scontistica a persone che sono residenti in luoghi diversi all’interno dell’Unione Europea. Dobbiamo comportarci in modo uniforme.
Però, poiché ho molto a cuore la comunità tiburtina e per me favorire l’ingresso all’interno dei luoghi della cultura gestiti dall’Istituto Ville è prioritario per il territorio di prossimità. Sto già introducendo un nuovo biglietto che va in questa direzione e pur non eludendo le norme europee sarà aperto a tutti e guarderà con particolare attenzione alla comunità tiburtina. Non vi posso anticipare di che si tratta perché faremo un comunicato stampa quando introdurremo i nuovi biglietti, ma parliamo di pochi giorni. Una cosa che mi sta a cuore, lo ripeto, non è responsabilità di chi mi ha preceduto.
- Un altro monumento che è in carico al VA.VE. è la Mensa ponderaria.
La Mensa ponderaria e a Villa Adriana il Mausoleo dei Plautii.
Ecco, anche sul mausoleo noi predisporremo delle visite straordinarie perché lì c’è da risolvere un problema geologico. Il mausoleo, come sapete, è stato restaurato e sarà oggetto di aperture straordinarie, organizzeremo delle visite, ma il nostro scopo nel tempo è quello di renderlo pienamente fruibile. Chiaramente dovremo e lo faremo, chiederemo un maggior numero di personale di sorveglianza e di custodi altrimenti non ci riusciremmo a farlo. É un processo che abbiamo avviato e che vorremmo in questi anni portare a termine in modo da offrire alle visite un altro luogo, ma penso anche alla Mensa ponderaria per la quale vale lo stesso principio, cioè sono luoghi che noi attualmente apriamo in modo straordinario.
Il 25 aprile la Mensa ponderaria l’abbiamo aperta per una visita straordinaria che ha avuto un grandissimo successo. C’erano tanti visitatori e questo per me è una soddisfazione. Vuol dire che c’è sete di cultura.
- Lei sta precedendo alcune nostre domande, comprendiamo che già esista sintonia con la città e con i suoi monumenti.
Io ci sto benissimo. Tivoli, per me è una città meravigliosa, per cui non vedo perché non debba esserci.
Lei all’inizio ha fatto riferimento all’acqua e al Sepolcro dei Plauzi dove ogni anno gli alunni della scuola Pacifici di Villa Adriana, in occasione della giornata nazionale di Puliamo il mondo che Legambiente indice, si recano, in collaborazione con l’ASA, per raccogliere eventuali rifiuti, fortunatamente pochi, abbandonati nell’area circostante.
Io penso che le associazioni che si occupano dei temi ambientali, così come noi che siamo dirigenti di luoghi della cultura, abbiano insieme a noi una responsabilità importante proprio perché in questo modo si avvicinano i ragazzi all’amore verso il bene culturale e non è banale, verso ciò che ci circonda come esseri umani, i nostri luoghi che magari ogni giorno noi calpestiamo, passiamo di fretta e non ci accorgiamo che c’è l’erbaccia, il sacchetto dell’immondizia, la cartaccia, tutte queste cose e passiamo oltre perché siamo distratti magari dal telefonino. Invece tutte queste iniziative, consentitemi il verbo, educano al rispetto e all’amore per i luoghi e per la cultura.
- Oggi combattiamo il vandalismo delle generazioni dei quindicenni e questo invece è molto utile… soprattutto, rispetto a modelli che vanno molto di moda sui social e anche di influencer con milioni di follower, spesso cantanti o altro, che predicano l’uso di droga, di coltelli, di pistole, di violenza e quant’altro. Ecco, offrire un modello alternativo non vuol dire combattere contro questi modelli perché sono armi impari, però vuol dire ai ragazzi c’è un’alternativa a tutto questo degrado e l’alternativa è riscoprire se stessi e riscoprire veramente il mondo, il pianeta che ci circonda, in cui siamo. … siamo in piena sintonia su questo.
Le voglio chiedere qualche dato relativo ai visitatori in questi recenti giorni festivi. Guardi, io sono molto soddisfatto perché abbiamo avuto un una partecipazione enorme di visitatori il 25 aprile, poi anche il primo maggio e il primo maggio l’ingresso era a pagamento, mentre il 25 aprile è una data gratuita e ci aspettavamo un’invasione, tra virgolette pacifica, di visitatori. Il primo maggio non era così scontato e invece abbiamo avuto una grande soddisfazione. Abbiamo già comunicato i numeri al ministero, per questo non li diamo perché noi comunichiamo sempre all’organo di riferimento, al nostro interlocutore di riferimento, tutti i numeri, però posso dire che sono molto positivi e anche questa prima domenica di maggio, ma ve ne siete accorti da soli!
Avete visto un mare di persone, di pullman di auto arrivare a Tivoli e debbo dire, una cosa che mi che mi rende ancor più contento rispetto a quello che dicevo prima, è che molte persone hanno poi usufruito di una serie di esercizi commerciali che erano aperti, di ristoranti e di locali che erano aperti e questo mi fa ancor più piacere perché appunto unisce ancora di più, come dicevamo prima, Villa d’Este, Villa Adriana, il Santuario alla città di Tivoli e alle forze economiche di questa città.
- Ripensando al discorso degli studenti, non potrebbe esserci, lo dico da non competente della parte burocratica, un coinvolgimento con gli istituti scolastici, per esempio, sulla storia dei tre monumenti?
Noi abbiamo un ufficio che si occupa di didattica qui, che sta già lavorando ad un programma dedicato proprio alla conoscenza. Mi ha quasi anticipato, con questa domanda perché mi sarebbe sfuggito, se non me l’avesse ricordato lei, che sto proprio pensando a far conoscere ai ragazzi l’importanza storica di Tivoli a partire dai luoghi dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este.
- Altra cosa, scavi recenti a Piazza Sant’Andrea hanno riportato alla luce uno scheletro ed un mosaico. Come è possibile vedere questi ritrovamenti?
Noi abbiamo, giurisdizione per quelle che sono le Ville, per il resto, siamo in contatto costante ovviamente con gli altri organismi ministeriali, sono competenze separate, però è chiaro che poi lo scopo alla fine è comune, nel senso che quanti più luoghi si possono restituire alla pubblica fruizione, tanto meglio è per il territorio. Questo è per noi è fondamentale.
- All’Ercole Vincitore quanti reperti sono ancora in cantiere da restaurare?
Da restaurare tantissimi! Tra l’altro abbiamo anche, lo sapete, un laboratorio di antropologia umana al santuario di Ercole Vincitore. Nel laboratorio di restauro a Villa Adriana abbiamo tantissimi reperti e tantissimi, studiosi in azione. Il tema è anche un altro. Noi al Santuario di Ercole Vincitori abbiamo dei depositi che custodiscono testimonianze immense, alcune delle quali molto importanti.
E c’è di più! La prima tranche dello scavo della cosiddetta basilica, ora la possiamo chiamare la basilica, non più cosiddetta perché era un’intuizione degli studiosi di qualche anno fa ma adesso abbiamo avuto la conferma. La prima parte dello scavo è terminata e noi continueremo, è mia intenzione proseguire lo scavo alla Basilica nel Santuario di Ercole Vincitore perché quel luogo dovrà diventare uno dei punti fondamentali di fruizione del Santuario.
Probabilmente ci consentirà di riportare alla luce altre testimonianze, tra l’altro ci sono testimonianze di crolli in epoche antiche, i nostri studiosi stanno registrando una serie di dati interessantissimi che ci permetteranno di ricostruire la storia del Santuario. Questo è importante. E ricostruire la storia certamente non ci serve per metterla nei cassetti, ma per offrirla a tutti.
- Il Santuario è qualcosa di incredibile ed ha solo un problema: il difficile collegamento.
Ci sono i nostri uffici che stanno studiando la possibilità di attivare una navetta che venga fatta anche dall’istituto con un operatore che si occupa di trasporti affinché i tre siti del dell’istituto possano essere collegati da un bus così da facilitare sia la visita al Santuario, sia la visita a Villa Adriana di quei tanti visitatori che sono qui in centro storico e che poi vogliono spostarsi per visitare Villa Adriana. Ecco, stiamo studiando anche questa opzione e penso che la porteremo a termine.
Mi chiedevate di scavi archeologici… stiamo attivando una serie di cantieri di scavo anche a Villa Adriana. Già ci sono le missioni archeologiche di varie università del mondo. Da pochi giorni si è conclusa la missione archeologica, sono ancora a Villa Adriana ma stanno chiudendo, dell’Università di Siviglia ma al di là delle missioni archeologiche degli Atenei del mondo, noi stiamo programmando una serie di cantieri di scavo a Villa Adriana che ci consentiranno ancora di più di leggere il sito in modo più definito e questo ad opera dei nostri studiosi, dei nostri archeologi.
- Credo che possiamo aspettarci una un’estate ricca di iniziative.
Sì, io non vi ho detto nulla di quest’estate. Ci sono tante iniziative sia a Villa d’Este che al Santuario, l’ho accennato, sia a Villa Adriana dove ci saranno delle iniziative molto importanti. Ecco, nell’ottica di un principio, per noi i luoghi dell’Istituto non sono location, sono luoghi della cultura che sono custodi di memoria, sono cose diverse rispetto alle location. Però un buon concerto, uno spettacolo teatrale di qualità, un buon momento legato alla presentazione di un libro, non snatura i luoghi, ma permette ad altre fasce di pubblico di scoprirla. Questa è la mia visione che deve andare, può andare, di pari passo con lo studio, con la ricerca e con l’approfondimento culturale.
- La ringraziamo per questo appuntamento, così esaustivo e di presentazione ai tiburtini dei suoi programmi. Un’ultima cosa, quando lei è stato nominato, c’è stato qualcuno che ha avanzato perplessità nonostante il suo rilevante curriculum ed è normale, perché una nomina non può star bene a tutti quanti, però sono state avanzate delle critiche.
Guardi io non faccio politica, per me la politica è quella di cui abbiamo parlato adesso. Per me la politica è l’azione culturale quotidiana e quell’azione culturale quotidiana non è di centro, di destra, di sinistra, in alto, in basso, verde, rossa, gialla, blu. L’azione culturale è dell’istituzione e va nella direzione di tutti i cittadini. Non mi troverete mai chiuso a delle iniziative che possano valorizzare i nostri luoghi della cultura da qualsiasi parte. Vi ringrazio!
Intervista del 6 maggio. A cura di Piergiorgio Monaco e Gianni Innocenti
La scheda
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Alberto Samonà, scrittore e giornalista siciliano, da diversi anni si occupa di valorizzazione e gestione del patrimonio culturale. Membro da tre anni del Consiglio di amministrazione del Parco Archeologico del Colosseo e da luglio 2025, anche del Comitato scientifico del Parco Archeologico dell’Appia Antica. Per dieci anni, componente dell’organo di amministrazione e gestione del Museo di Villa Piccolo a Capo d’Orlando. Da maggio 2020 all’ottobre 2022, assessore dei Beni culturali della Regione Siciliana, durante il mandato si è distinto per diverse attività in ambito archeologico e culturale. Tra le sue iniziative anche l’accordo siglato nel 2022 tra la Sicilia e il Metropolitan Museum of Art di New York, relativa agli “Argenti di Morgantina”, importantissimi reperti ora custoditi in modo definitivo nel museo archeologico di Aidone, in provincia di Enna. Si è occupato della valorizzazione di beni culturali italiani e siciliani: il progetto di restauro del Tempio G di Selinunte, la firma della cosiddetta “Carta di Catania” per la valorizzazione, tramite esposizione, dei beni culturali custoditi nei depositi siciliani, il “Fondo di Solidarietà”, con la redistribuzione di una percentuale degli incassi dai parchi archeologici più ricchi della Sicilia ai parchi più giovani e con minori entrate, la circolare per rimuovere le barriere fisiche e cognitive nei musei e negli istituti culturali della Sicilia. Nel 2022 ha consentito lo scambio con la Grecia del Frammento di Fragan dai Marmi del Partenone, custodito a Palermo, con un frammento proveniente dalla Acropoli ateniese. Per questo impegno, che ha consolidato i rapporti tra Grecia ed Italia, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica greca l’onorificenza di commendatore. Giornalista è componente del comitato scientifico de “Le Rotte del Mediterraneo nell’Età del Bronzo” e curatore del progetto dedicato al rapporto tra gli Etruschi e il Sacro, compreso nel dossier per la candidatura di “Tarquinia Capitale italiana della Cultura 2028”. Ha creato progetti di comunicazione e rassegne culturali in alcuni parchi archeologici, tra cui Segesta e Morgantina.










