La campionessa paralimpica Bebe Vio volta pagina e lascia la scherma, lo sport con cui ha conquistato due ori ai Giochi di Paralimpiadi di Rio 2016 e Paralimpiadi di Tokyo 2020, per intraprendere una nuova avventura nell’atletica leggera. Ad accompagnarla in questo percorso sarà il tecnico tiburtino Pasquale Porcelluzzi, vicepresidente dell’Atletica Tiburtina, che già da due mesi segue la campionessa nella preparazione.
Pubblichiamo la nostra intervista
Com’è secondo lei la situazione dell’atletica a Tivoli.
Diciamo, che a Tivoli in questo momento è una situazione abbastanza buona dal punto di vista dell’atletica leggera, cioè c’è parecchio movimento dal punto di vista giovanile. Diciamo che è brutto dirlo, ma il Covid, diciamo il post-Covid, ha contribuito per i ragazzi a fare sport all’aria aperta. Specialmente almeno gli anni 2020-2021, 2020-2022, sono stati gli anni un po’ del boom, quindi molte famiglie, anche molti ragazzi, giustamente non potendo usufruire delle palestre, degli spazi chiusi, si sono coinvolti nell’atletica leggera. Molti sono rimasti, molti sono andati via, ma comunque ha fatto sì che l’atletica poi avesse anche un buon risalto. Poi c’è l’Atletica Tiburtina in particolar modo, una società abbastanza storica. Sono da 25 anni presente sul territorio, con il Presidente Alighieri Tarquini, che praticamente è sempre stato lui il fautore di questa società insieme a mia moglie. Negli ultimi anni, soprattutto, poi l’interesse è stato molto vivo da parte dei ragazzi, si sono avvicinati parecchio.
Soprattutto mi viene in mente il nome di Aldo Rocchi.
Sì, Aldo, sì, ma prima di Aldo c’era anche Daniele Gross, che poi è stato arruolato in Fiamme Gialle, quindi anche lui ha fatto parte dell’Atletica Tiburtina. C’è un buon vivaio, abbiamo dei tecnici anche abbastanza validi, perché nulla nasce dal caso. Sicuramente ci sono i giovani, però se con i giovani poi non vengono curati, non ci sono i tecnici validi alle spalle che lavorano con pazienza, con cura per formarli, poi i giovani vanno via, rimane solo il reclutamento e finisce lì.
Come si sente in veste di allenatore?
Io nasco, sono un ex atleta, io non sono originario di Tivoli, io sono nato in Puglia, Barletta, la città di Pietro Mennea, quindi ho svolto la mia attività giovanile, l’ho svolta sostanzialmente giù a casa, giù a Barletta, poi avevo degli ottimi risultati a livello giovanile, sono stato contattato ed arruolato dal gruppo sportivo delle Fiamme Gialle nel lontano 1985, quindi sono stato arruolato. Poi sono entrato nelle Fiamme Gialle. Dopo quattro anni di attività ho terminato la carriera sportiva sostanzialmente e poi ho ricoperto per 6-7 anni il ruolo amministrativo e poi sono rimasto sempre al gruppo sportivo delle Fiamme Gialle conseguendo la qualifica da tecnico.
Da quanto tempo esercita come allenatore?
Ormai sono 30 anni che alleno, anzi anche qualcosina di più, perché poi per 30 anni ho svolto il ruolo in Guardia di Finanza come allenatore ma poi al gruppo sportivo delle Fiamme Gialle come responsabile del settore velocità. Da poco sono andato in pensione e quindi sto continuando ancora a fare il tecnico per l’Atletica Tiburtina, ho anche il doppio ruolo perché allenando anche Bebe Vlio ho allenato negli anni precedenti anche Ambra Sabatini.
Quindi non puoi farne a meno?
No, è un po’ la mia vita sostanzialmente, sono nato come atleta e poi come allenatore è un po’ la mia vita, a me piace fare questo quindi vengo a far questo. Oltre a Bebe Vlio, ho visto anche la storia di Ambra Sabatin Con Ambra abbiamo girato un docufilm anche a Tivoli in cui lei era la protagonista e io ne facevo solo parte, ma a parte questo, la cosa bella di Ambra è che lei era una ragazza normale perché fino a 17 anni andava a scuola normalmente e faceva atletica specialità del mezzofondo quello veloce, quindi 800 metri sostanzialmente, ebbe questo incidente mentre andava a scuola in moto con il papà e di lì è cambiata la sua vita ed è qualcosa di veramente straordinario e bello, più che altro la forza di questa ragazza. Io l’ho allenata per 4 anni e posso essere testimone vivente di una ragazza di una forza straordinaria che deve essere da esempio per molti giovani.
La forza per andare avanti per risalire, dove nasce?
Quando l’ho allenata io era già da un paio d’anni che aveva ricominciato l’attività, quindi la parte della riabilitazione la parte in cui lei è rinata a nuova vita una vita differente non l’ho vissuta, io ho vissuto gli anni in cui già, ripeto un paio d’anni, gli anni in cui lei era già determinata e voleva fare atletica fatta bene e voleva la sua rivincita.
Invece con Bebe Vio, ci sono delle differenze tra atlete?
Io personalmente non noto nessuna differenza perché nel momento in cui io sono sul campo e rivolgo il ruolo da tecnico per me esiste l’atleta e quindi sinceramente spesso e volentieri soprattutto dopo con la notizia che è uscita quando alleno lei il mio telefonino non esiste cioè io lascio il mio telefonino nel mio giubbotto, possono chiamare anche 200 persone, io non rispondo. La stessa cosa fa lei è normale che allenando un atleta di questo livello dobbiamo fare i conti con la parte mediatica. Bebe è molto impegnata anche nel sociale quindi devo provare ad incastrare gli allenamenti, devo cercare di distoglierla dalla sua notorietà per concentrarsi sulla sua nuova vita, quella dell’atletica leggera che lei ha scelto, reinventarsi è dura, ma lei è molto brava e sono sincero, il momento in cui ha deciso di poterlo fare è perché mi ha chiesto aiuto io ho detto va bene. Deve essere molto concentrata però ripeto, grosse differenze per quanto mi riguarda non ne vedo perché io la guardo da tecnico e quindi il resto mi interessa poco.
Ci sono le possibilità di poter far bene?
Prima di annunciare il passaggio all’atletica, abbiamo verificato le possibilità di intraprendere questa nuova discplina dicendole che si poteva fare. Ho constatato, subito, la sua determinatezza al nuovo progetto.
Consigli e cambiamenti per migliorare in ambito locale
In questo momento lascerei le cose così, ripeto credo che in questo momento l’Atletica Tivoli sia ben gestita soprattutto c’è una società, che sta lavorando alacremente sul territoro. Come non citare persone come il Presidente Alighieri, mia moglie, Luisa Panzarino che hanno contribuito e contribuiscono quotidianamente alla crescita dei giovani atleti. (Lorenzo Castellani)










