«Il fallimento sul trasporto pubblico locale è ormai certificato». È il giudizio netto espresso dal gruppo di opposizione Una Nuova Storia (Chimenti, Leonardi, Porcari) al termine del Consiglio comunale di oggi, 27 gennaio 2026, interamente dedicato alla situazione del TPL.
Nel corso della seduta, spiegano i consiglieri di minoranza, l’assessora competente avrebbe confermato un quadro definito di “disastro politico-amministrativo”, ammettendo di non aver intrapreso alcuna azione concreta sul tema fino alla convocazione da parte della Regione, avvenuta solo all’inizio di gennaio. Un’ammissione che, secondo Una Nuova Storia, certifica un anno e mezzo di immobilismo assoluto.
Nel mirino finisce anche la tanto rivendicata “filiera Comune–Regione”, che per l’opposizione si sarebbe rivelata incapace di produrre soluzioni, generando invece soltanto tagli ai servizi, aumento dei costi e maggiori difficoltà per i cittadini.
Durante il Consiglio sono state inoltre bocciate tutte le proposte presentate dall’opposizione in modo unitario, senza alcun dibattito in aula. Tra queste: l’istituzione di un tavolo tecnico intercomunale, il coinvolgimento dei comitati di quartiere, una comunicazione chiara e dettagliata dei nuovi percorsi e orari, l’attivazione di un numero telefonico e di una mail dedicati alle informazioni e alle segnalazioni, la valutazione di uno stanziamento di bilancio per coprire le tratte soppresse e la richiesta della geolocalizzazione dei mezzi in tempo reale tramite app.
«Non solo le nostre proposte sono state bocciate – sottolineano Chimenti, Leonardi e Porcari – ma lo sono state senza che la maggioranza sentisse il bisogno di dire una sola parola».
Per Una Nuova Storia, l’efficienza del trasporto pubblico rappresenta «il termometro del rispetto di un’amministrazione verso i cittadini». Ignorare sistematicamente le proposte dell’opposizione, che rappresenta comunque una parte rilevante della popolazione, significherebbe negare il dialogo democratico e disattendere bisogni primari della comunità.
«Un atteggiamento che dimostra incapacità e disinteresse verso i problemi più complessi della città», concludono i consiglieri di opposizione. «Ma, del resto, c’era davvero da aspettarsi qualcosa di diverso?».










