Il 25 aprile, la suggestiva cornice della Chiesa di San Michele Arcangelo a Montecelio si è trasformata in un tempio della grande musica. In occasione della stagione concertistica Corniculum Festival, curata con la consueta dedizione dall’Associazione Pour le Piano, il pubblico delle grandi occasioni ha risposto con un entusiasmo travolgente, riempiendo ogni ordine di posto per un appuntamento che prometteva (e ha mantenuto) un altissimo profilo artistico. La serata ha preso il via con il tocco delicato e consapevole della giovane pianista Alexandra Lupu. Chiamata ad aprire il concerto, ha affrontato l’Improvviso op. 90 n. 4 di Franz Schubert con una maturità espressiva non comune. La Lupu ha saputo dipanare le cascate di arpeggi schubertiani con estrema fluidità, restituendo quel mix di malinconia e lucentezza tipico del compositore austriaco e preparando perfettamente il terreno per il cuore del programma. L’ingresso del duo formato da Adolfo Capitelli e Andrea Calvani ha segnato l’inizio di un viaggio funambolico attraverso il repertorio operistico e novecentesco. Il sodalizio tra i due maestri è apparso sin dalle prime note granitico: un’intesa telepatica che permette di trasformare il pianoforte in una vera e propria orchestra. Il programma ha offerto un mix sapiente di virtuosismo e narrazione: la Fantasia su temi dalla Carmen di Bizet e il Pot-pourri dalla Tosca di Puccini sono stati eseguiti con un piglio teatrale trascinante. Capitelli e Calvani sono riusciti a evocare le passioni viscerali del melodramma, passando dai ritmi spagnoleggianti e sensuali di Carmen alle tinte fosche e drammatiche del capolavoro pucciniano. Con la Sonata for four hands di Francis Poulenc, il duo ha esplorato sonorità più spigolose e ironiche, tipiche dello spirito francese del “Gruppo dei Sei”.
Il culmine del programma ufficiale è stato raggiunto con la celebre Rapsodia in Blue di Gershwin: un’esecuzione elettrizzante, dove lo swing e il rigore classico si sono fusi in un’esplosione di energia che ha letteralmente stregato la platea. Dopo una standing ovation e lunghi applausi che sembravano non voler finire, il duo è tornato in scena per un ultimo regalo. Il bis scelto, Il Cigno dal Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns, ha rappresentato il momento di massima liricità della serata: una melodia sospesa e purissima che ha lasciato il pubblico in un silenzio quasi reverenziale prima dell’ultimo, definitivo scroscio di applausi. Una serata d’eccezione che conferma il Corniculum Festival come una realtà d’eccellenza nel panorama laziale e l’Associazione Pour le Piano come un motore culturale infaticabile. Quando la tecnica impeccabile incontra una passione così autentica, la musica torna a essere ciò che dovrebbe: un’esperienza collettiva indimenticabile. Prossimo appuntamento della kermesse il prossimo 10 maggio, con l’esibizione del chitarrista Damiano Mercuri. Data l’elevata affluenza si consiglia vivamente la prenotazione scrivendo a prenotazioni@pourlepiano.it
XL Giornale è media partner della manifestazione










