ROMA – Scoppia il caso politico sulla guida di due dei gioielli archeologici più importanti del Lazio e del mondo. Le consigliere regionali del Partito Democratico, Marta Bonafoni ed Eleonora Mattia, hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Presidente Francesco Rocca e all’Assessore alla Cultura. Al centro della contestazione, la recente nomina ministeriale di Alberto Samonà a Direttore dei complessi monumentali di Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli.
Secondo quanto esposto nell’atto ispettivo, la scelta di Samonà – resa nota dal Ministero della Cultura lo scorso 19 febbraio 2026 – risulterebbe problematica non solo sul piano tecnico-gestionale, ma soprattutto su quello etico e istituzionale.
Le consigliere richiamano posizioni del passato attribuite al neodirettore, definite nell’interrogazione come “fortemente controverse”, con riferimenti a “dichiarazioni di simpatia ed esaltazione di ideologie legate al nazismo e la frequentazione di ambienti di estrema destra”. “I musei statali, specie quelli di rilevanza internazionale come i siti UNESCO di Tivoli, sono presìdi di democrazia e dialogo interculturale,” dichiarano Bonafoni e Mattia. “Chi li dirige deve incarnare i valori costituzionali di uguaglianza e dignità della persona. Le ombre sul profilo di Samonà pongono un problema di opportunità e di immagine per l’intera Regione Lazio.”
Nonostante la nomina sia di competenza del Ministero della Cultura (MiC), il PD incalza la Pisana affinché eserciti il suo ruolo di tutela del territorio. L’interrogazione chiede alla Giunta Rocca:
- Se sia a conoscenza delle criticità emerse sul profilo di Samonà.
- Se intenda attivarsi presso il Ministero per verificare la sussistenza dei requisiti previsti dal bando del 7 agosto 2025.
- Quali iniziative intenda assumere per garantire che la direzione di siti così prestigiosi sia affidata a figure coerenti con i principi di imparzialità e inclusione.
Villa Adriana e Villa d’Este rappresentano un volano economico e culturale fondamentale per il Lazio. Per le firmatarie dell’atto, la loro gestione non può prescindere da una condotta istituzionale specchiata. “Non è una questione di colore politico, ma di rispetto per la storia e per il valore civile che questi luoghi rappresentano per i cittadini laziali e per i visitatori di tutto il mondo”, concludono le consigliere.
Si attende ora la risposta formale della Giunta, che dovrà chiarire se intenda avviare un’interlocuzione con il Ministro della Cultura per fare luce sulla vicenda.










