Il Ministero della Cultura ha ufficializzato la lista dei finalisti per la guida di 14 grandi istituti museali autonomi. Sebbene la partita riguardi l’intera penisola, l’attenzione degli addetti ai lavori è catalizzata dalla sfida per Villa Adriana e Villa d’Este, il polo d’eccellenza di Tivoli che rappresenta uno dei nodi più complessi e prestigiosi del patrimonio UNESCO italiano.
Dopo gli anni della direzione di Andrea Bruciati, segnati da una forte spinta verso il contemporaneo e la valorizzazione del paesaggio, il sito tiburtino si prepara a cambiare volto. I dieci nomi ammessi al colloquio orale per la direzione di Villa Adriana e Villa d’Este compongono una rosa di altissimo profilo:
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I candidati: Federica Colaiacomo, Daniela De Angelis, Sergio Del Ferro, Lorenzo Fatticcioni, Sonia Martone, Luca Mercuri, Alessandra Necci, Fabio Pagano, Alberto Samonà e Giorgio Sobrà.
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La sfida gestionale: Chi vincerà dovrà gestire non solo due siti UNESCO separati ma profondamente interconnessi, affrontando temi critici come la manutenzione idraulica delle fontane rinascimentali, il consolidamento delle strutture adrianee e la gestione dei flussi turistici in costante crescita.
Mentre a Tivoli si cerca il successore, il direttore uscente Andrea Bruciati punta a nuove sfide. Il suo nome compare infatti tra i finalisti per altri tre grandi poli del Centro-Nord: il Castello di Miramare a Trieste, la Pilotta di Parma e i Musei Nazionali di Bologna. Un segnale di come la governance dei grandi musei italiani stia vivendo una fase di profondo ricambio e mobilità interna.Tivoli non è l’unico polo laziale in attesa di una nuova guida. La procedura riguarda anche le Ville monumentali della Tuscia, il Parco archeologico dell’Appia Antica e il colosso romano formato da Pantheon e Castel Sant’Angelo. Al Sud, la partita è altrettanto aperta con il Palazzo Reale di Napoli e i Musei e parchi archeologici di Capri ed Ercolano.
I candidati dovranno ora affrontare la prova orale davanti alla commissione esaminatrice. La valutazione finale terrà conto della capacità di coniugare la ricerca scientifica con il management museale moderno: un requisito fondamentale per siti come quelli di Tivoli, che richiedono una visione capace di dialogare con il territorio e con le grandi istituzioni internazionali.










