Il Partito Democratico di Tivoli rivendica il valore del Comitato “Salviamo il Parco Rosmini”, nato spontaneamente tra i cittadini, e invita tutti a partecipare martedi alla Commissione consiliare competente.
Il Partito Democratico di Tivoli interviene sulla vicenda di Parco Rosmini con una nota in cui ribadisce che l’area verde è “un bene pubblico da tutelare e valorizzare, non un’area sulla quale aprire un dibattito solo quando sono già iniziate trivelle e indagini”. Per i dem, i parchi rappresentano “il cuore delle comunità”, luoghi di socialità, incontro, gioco e benessere, oltre che patrimonio di famiglie, bambini e anziani.
Secondo il PD, il futuro di Parco Rosmini deve essere quello di “un parco sempre più bello, più curato, più sicuro e più fruibile”, con nuovi giochi per i bambini, altalene, scivoli, manutenzione, illuminazione e panchine restituite ai cittadini. “Non ha bisogno di trivelle”, sottolinea la nota. “La partecipazione viene prima delle decisioni, perché i beni comuni appartengono ai cittadini”
Il Comitato “Salviamo il Parco Rosmini”
Il Partito Democratico esprime contrarietà verso chi tenta “di trasformare una mobilitazione spontanea della città in una polemica politica”, ricordando che il Comitato “Salviamo il Parco Rosmini” “non nasce nei partiti” ma “tra le famiglie, tra i residenti, tra chi frequenta ogni giorno quel parco”. “Quando decine di cittadini decidono spontaneamente di unirsi per difendere un bene comune, la politica dovrebbe fermarsi ad ascoltare, non liquidare tutto come propaganda”, si legge nella nota.
L’appuntamento in Commissione
Il PD annuncia che continuerà “a sostenere ogni iniziativa volta alla tutela di Parco Rosmini” e chiede che ogni scelta sul futuro dell’area avvenga “nella massima trasparenza, coinvolgendo realmente la città”. Martedi ore 10,30 a palazzo San Bernardino, in occasione della riunione della Commissione consiliare competente, il partito invita cittadini, associazioni e il Comitato a partecipare: “La loro presenza sarà importante”. “Parco Rosmini appartiene ai tiburtini. E saranno i tiburtini a difenderlo”, conclude la nota








