TIVOLI – Passano i mesi, cambiano le stagioni, ma Piazza Domenico Tani resta un’eterna incompiuta. Quello che doveva essere uno dei lasciti più preziosi per il centro storico di Tivoli, oggi appare come un simbolo di stallo che il gruppo di opposizione “Una Nuova Storia” non è più disposto ad accettare.

Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: uno dei panorami più suggestivi della città, potenziale calamita per il turismo e naturale punto di ritrovo per i residenti, è oggi un non-luogo. La cronologia delle promesse tradite, ricostruita dal gruppo di opposizione, è ormai lunga. Il Sindaco Innocenzi aveva indicato agosto 2025 come data del taglio del nastro; poi l’appuntamento era slittato a dicembre, sotto le feste. Oggi, con gennaio 2026 che volge al termine, i cittadini si ritrovano ancora davanti alle transenne.
“Le piazze sono il cuore pulsante di una città, non si annunciano: si aprono”, dichiarano i consiglieri di “Una Nuova Storia”. La preoccupazione del gruppo, però, non riguarda solo il calendario. C’è un tema di sicurezza immediata: le recinzioni del cantiere sono ormai divelte, rendendo la piazza accessibile nei fatti ma formalmente interdetta, con tutte le incognite che ne derivano in termini di responsabilità.
E poi ci sono i dubbi sulla qualità dell’opera. Ad un occhio attento non sfuggono criticità che rischiano di pesare sul futuro della piazza: problemi nella posa della pavimentazione, dubbi sulle vie di fuga e sul corretto deflusso delle acque piovane. Per questo motivo, il gruppo ha depositato un’interrogazione in Consiglio Comunale per pretendere risposte chiare.
Non si chiede solo “quando”, ma anche “come” è stata realizzata l’opera e se sia conforme al progetto originale. L’obiettivo è chiaro: evitare che la fretta di rimediare ai ritardi porti a un’apertura approssimativa. La comunità tiburtina aspetta da troppo tempo; ora chiede che quel belvedere torni ad essere di tutti, ma nel modo giusto.










