A Largo San Giovanni, nodo trafficatissimo di Tivoli, i bus Cotral della mattina si fermano a Piazzale Saragat per ridurre la congestione. I pendolari e i Comuni vicini, tra cui Castel Madama e Ciciliano, denunciano disagi e chiedono un tavolo di confronto con l’amministrazione tiburtina.
È complicatissimo il nodo stradale di Largo San Giovanni, in esso confluiscono e dipartono ben sei trafficatissime strade che collegano Tivoli alla Valle Empolitana, alla Val d’Aniene ed alla Sabina.
A ridosso della piazza l’edificio dell’ospedale tiburtino, con il suo traffico di mezzi di soccorso, di servizio e in sosta selvaggia mentre gli attraversamenti pedonali non sono regolati dai semafori.
Progettare una soluzione per snellire i flussi di traffico che in quel punto afferiscono, è di difficile realizzazione.
Il tentativo era stato avviato con l’installazione di nuovi semafori ed una diversa rotatoria mentre l’attraversamento pedonale di viale Trieste vicino all’ospedale avrebbe dovuto essere semaforizzato e spostato oltre Via Parrozzani.
Per ora non è chiaro quali saranno gli interventi tecnici successivi alla realizzazione della nuova rotatoria, della nuova segnaletica a terra e della attivazione dei semafori sul giallo lampeggiante.
Una cosa è certa, sui social si è scatenata la progettualità dei tiburtini, notoriamente “esperti tuttologi”, che si sono sbizzarriti a dire la loro.
Un provvedimento dell’Amministrazione è comunque arrivato: da lunedì 1 Dicembre è entrata in vigore un’ordinanza che, in via sperimentale fino al 28 febbraio prossimo e previo accordo con il Cotral, vieta agli autobus del servizio regionale provenienti dalla via Empolitana di proseguire oltre Piazzale Saragat dalle ore 7 alle ore 9 dei giorni che vanno dal lunedì al venerdì.
I viaggiatori, per proseguire verso il centro, potranno utilizzare una navetta messa a disposizione dalla CAT o gli autobus in partenza da Piazzale Saragat diretti a Roma, Guidonia, ai Comuni della Sabina e del versante prenestino.
L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione è “alleggerire la pressione del traffico sul nodo di Largo San Giovanni migliorando la fluidità complessiva della circolazione nelle ore di punta.”
Inevitabili le reazioni di coloro che, dai Comuni della Valle del Giovenzano, per ragioni di lavoro, studio o per utilizzare uffici e la struttura ospedaliera, si trovano costretti a trasbordare con aggravio dei tempi di percorrenza e dei disagi. Ovvio anche l’affollamento sui bus in partenza dal capolinea verso Largo San Giovanni.
Come al solito, è stata immediatamente dilagante e per molti versi divertente, la scetticità dei tiburtini sui canali social, anche se l’impegno affermato dall’Amministrazione è: quello di “seguire la nuova situazione per poi trarre le conseguenze al termine della sperimentazione”.
Protestano i Sindaci
Castel Madama è stato il primo Comune a chiedere conto della nuova regolamentazione dell’accesso a Tivoli. In un comunicato stampa è stata espressa “forte preoccupazione per i possibili disagi che potrebbero ricadere sui pendolari della Valle dell’Aniene e del Giovenzano in seguito ad un cambiamento che potrebbe avere ripercussioni significative su chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico, in particolare studenti, lavoratori e persone fragili.
A destare ulteriori dubbi è anche la mancanza di informazioni chiare sul servizio navetta gratuito che dovrebbe integrare la nuova organizzazione dei percorsi: al momento non sono state ufficializzate frequenze, fermate e modalità operative.”
Il sindaco di Castel Madama, Michele Nonni, ha immediatamente richiesto l’apertura urgente di un tavolo istituzionale congiunto con l’amministrazione tiburtina, con l’obiettivo di valutare insieme gli effetti dell’ordinanza, individuare soluzioni che limitino i disagi e garantire una comunicazione trasparente ai cittadini.
A preoccupare il Comune castellano, la complicazione per gli spostamenti dei pendolari ed il probabile aumento del traffico privato.
Da Ciciliano, il Sindaco Massimiliano Calore, ha inviato immediatamente una nota al Sindaco di Tivoli nella quale vengono espressi preoccupazione e stupore sottolineando che i disagi potenziali che potrebbero derivare dal provvedimento sono rilevanti e coinvolgono una parte notevole dell’hinterland tiburtino penalizzando studenti, lavoratori e utenti delle strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali.
Particolare evidenza viene espressa in relazione alle criticità che riguardano l’impatto sulle categorie più fragili come gli anziani e le persone con disabilità.
Ulteriori perplessità vengono espresse, nella nota, in relazione alla probabile adeguatezza delle navette (due i bus utilizzati dalla CAT il primo giorno di avvio della nuova regolamentazione), ai tempi di attesa e percorrenza.
Nell’auspicare un riesame del provvedimento il Sindaco di Ciciliano ha chiesto “un riesame del provvedimento e l’apertura di un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti.
Più forte la protesta del Sindaco di Rocca Santo Stefano Sandro Runieri che chiede l’immediata revoca dell’ordinanza e contesta il provvedimento tiburtino adottato “senza la minima preventiva interlocuzione con i sindaci del territorio e disinteressandosi del disagio arrecato ai tanti pendolari provenienti dai Comuni della Valle dell’Aniene che per raggiungere scuole, ospedale e lavoro dovranno attendere al freddo, al gelo o sotto la pioggia la navetta introdotta con il medesimo atto.
Proteste comprensibili a tutela degli abitanti dei Comuni che hanno Tivoli come riferimento per una serie di motivi obbligati.
Gianni Innocenti










