Un progetto nato con entusiasmo, sostenuto da fondi pubblici e formalizzato attraverso atti amministrativi, ma che oggi risulta fermo. È questa la situazione denunciata dall’associazione Il Fosso, che torna a chiedere chiarezza sul futuro del centro di aggregazione giovanile pensato per il territorio.
Tutto ha avuto inizio il 10 aprile 2024, quando un gruppo di studenti degli istituti superiori ha incontrato per la prima volta l’Amministrazione Comunale nell’ambito del Bilancio Partecipativo. L’iniziativa prevedeva lo stanziamento di 30.000 euro destinati ai giovani, con l’obiettivo di coinvolgerli direttamente nelle decisioni sull’utilizzo di una parte delle risorse pubbliche.
Il progetto, promosso dall’allora assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili Claudio Zarro, ha dato il via a un percorso partecipato fatto di incontri, confronti e progettazione condivisa. Protagonisti gli studenti, che hanno lavorato alla proposta di creare un centro di aggregazione giovanile.
Per rappresentare formalmente il progetto, ai giovani è stato richiesto di costituire un’associazione: nasce così Il Fosso, registrata a spese degli stessi promotori.
L’iter amministrativo è stato definito attraverso diversi atti ufficiali: dalla delibera di giunta del 16 settembre 2024 che approvava la sperimentazione del Bilancio Partecipativo, alla nomina della commissione di valutazione il 22 dicembre, fino alla determina del 31 dicembre 2024 con cui veniva impegnata la somma di 30.000 euro a favore dell’associazione per la realizzazione delle attività previste.
Nonostante questi passaggi formali e la partecipazione attiva di centinaia di studenti, il progetto non ha ancora trovato un avvio concreto. Secondo quanto riferisce l’associazione, il dialogo con l’amministrazione si sarebbe progressivamente interrotto, anche in seguito a cambiamenti interni e alla revoca dell’assessore Zarro.
Per questo motivo, il 20 giugno 2025, Il Fosso ha inviato una lettera formale al Comune, indirizzata al Segretario Generale, ai dirigenti e agli assessori competenti, per chiedere aggiornamenti e sollecitare l’avvio delle attività.
Ad oggi, però, la situazione resta invariata: il centro di aggregazione giovanile è ancora sulla carta, in attesa di sviluppi concreti. Una vicenda che solleva interrogativi sulla continuità amministrativa e sull’effettiva valorizzazione delle iniziative partecipative rivolte ai giovani.










