Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato il Piano Turistico triennale 2025-2027, uno degli strumenti cardine della programmazione regionale in materia di sviluppo economico e territoriale. A presentarlo in Aula è stata l’assessora al Turismo Elena Palazzo, che lo ha definito “non solo un documento settoriale, ma una vera e propria strategia di sviluppo territoriale che utilizza il turismo come leva economica, sociale, culturale ed ambientale”.
Il Piano nasce da un percorso di confronto con il territorio: operatori del settore, associazioni di categoria, istituzioni ed enti pubblici e privati hanno contribuito alla definizione delle linee programmatiche. “C’è una constatazione chiave alla base del nostro lavoro – ha spiegato Palazzo –: il Lazio non è una sola destinazione, ma un sistema di destinazioni. Abbiamo mare, montagna, laghi, colline, borghi, parchi naturali, siti archeologici, città d’arte, terme, cammini, eventi religiosi, produzioni enogastronomiche e distretti culturali. Il problema non è mai stata la mancanza di risorse, ma la frammentazione dell’offerta, la debolezza del coordinamento e l’assenza di una narrazione unitaria”.
Proprio su questi punti interviene il nuovo Piano, che punta a trasformare il Lazio in una destinazione “integrata, sostenibile, accessibile e competitiva”, capace di offrire esperienze diversificate durante tutto l’arco dell’anno e su tutto il territorio regionale. L’obiettivo non è solo aumentare gli arrivi, ma migliorare la permanenza media e la spesa per turista, distribuendo i flussi nello spazio e nel tempo per ridurre la pressione su Roma e sulle aree già congestionate.
Tra gli asset strategici individuati figurano la sostenibilità ambientale, sociale ed economica; la personalizzazione delle esperienze turistiche; lo sviluppo dello slow tourism e dell’autenticità dei territori; l’innovazione e la digitalizzazione, con attenzione alla sicurezza informatica; l’inclusività e l’accessibilità; la creazione di nuove destinazioni e prodotti per favorire demassificazione e destagionalizzazione; il rafforzamento della qualità dell’offerta e la lotta al turismo sommerso.
Un capitolo rilevante è dedicato alla promozione del “Brand Lazio” e alla capacità di attrarre grandi eventi, considerati catalizzatori di flussi e investimenti, insieme al potenziamento delle competenze professionali e alla costruzione di un’occupazione qualificata nel settore.
Elemento centrale del Piano sono i quattro cluster tematici che organizzano l’offerta turistica regionale in “famiglie di prodotto”, superando la promozione frammentata dei singoli territori.
Il primo cluster, “Conoscenza, cultura e benessere”, comprende arte, archeologia, enogastronomia e terme. Il secondo, “Active e Tempo libero”, riunisce natura, sport, mare, montagna e parchi tematici. Il terzo, “Slow Tourism e Cammini”, valorizza percorsi laici e religiosi, turismo fluviale e lacuale, borghi e aree rurali. Infine, il quarto cluster, “Grandi eventi”, include il segmento MICE (Meetings, Incentives, Conferences, Exhibitions), il wedding tourism e il turismo religioso.
Con il nuovo Piano 2025-2027, la Regione punta dunque a costruire un modello di sviluppo turistico più coordinato e competitivo, capace di coniugare crescita economica, tutela del territorio e valorizzazione delle identità locali.










