TIVOLI – Superare la gestione dell’emergenza e avviare una strategia strutturale di prevenzione. È questo l’obiettivo del “Protocollo Aniene 2026”, la mozione depositata in Consiglio comunale da Marco Di Nicolò, capogruppo PSI, dopo i recenti eventi meteorologici che hanno nuovamente messo in ginocchio il territorio tiburtino.
Negli ultimi anni, le esondazioni del fiume Aniene e dei fossi affluenti hanno causato evacuazioni e danni rilevanti a infrastrutture e attività economiche, evidenziando una fragilità ormai cronica. Secondo Di Nicolò, però, l’amministrazione comunale continuerebbe a intervenire solo in fase emergenziale, senza una vera programmazione di lungo periodo.
«I cambiamenti climatici non sono più eventi eccezionali ma una condizione strutturale», afferma il consigliere socialista. «La politica deve prevenire, non limitarsi a gestire le conseguenze. Non possiamo affidarci solo al lavoro dei volontari e della Protezione Civile».
Il Protocollo Aniene 2026 si basa su cinque punti chiave. Tra questi, la convocazione entro 30 giorni di un tavolo istituzionale permanente con Autorità di Bacino, Regione Lazio e Città Metropolitana, con particolare attenzione all’area di Ponte Lucano. Previsto anche uno stanziamento straordinario di almeno 250 mila euro per la pulizia urgente di fossi, canali e caditoie.
La proposta include inoltre uno studio di fattibilità per l’utilizzo delle cave dismesse come aree di espansione controllata delle piene, la richiesta di destinare parte dei proventi derivanti dall’uso delle acque dell’Aniene alla sicurezza del tratto tiburtino e l’istituzione di un fondo comunale per le calamità, alimentato anche dagli oneri di urbanizzazione.
«Non c’è più tempo per rinvii o “no” ideologici», conclude Di Nicolò. «Il territorio è fragile e i cittadini chiedono risposte concrete. Il Protocollo Aniene 2026 vuole essere il punto di partenza per mettere in sicurezza il futuro di Tivoli










