Il capogruppo AVS di Tivoli Ezio Paluzzi denuncia ritardi dopo la mozione approvata all’unanimità il 21 luglio e solleva dubbi sul contratto di gestione cinquantennale.
La chiesa di San Pietro alla Carità, nel centro storico di Tivoli, resta al centro delle polemiche. Ezio Paluzzi, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), torna sulla vicenda denunciando la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione comunale sul futuro dell’edificio storico.
La questione nasce dopo un piccolo incendio verificatosi nel marzo 2024, durante la celebrazione della Pasqua ortodossa. Nei mesi successivi, la vicenda ha portato alla stipula, il 19 agosto 2024, di un contratto della durata di 50 anni, con un canone annuo di 235 euro. In cambio, sono previste a carico del gestore le manutenzioni ordinarie e straordinarie dell’intero complesso, che comprende la chiesa, il campanile e l’appartamento del parroco.
Paluzzi riferisce di aver chiesto chiarimenti al sindaco già nel settembre 2024. In seguito, insieme ai componenti della commissione Cultura, aveva richiesto alla Curia vescovile un sopralluogo per verificare le condizioni della struttura. La richiesta, secondo quanto riportato dal capogruppo, sarebbe stata respinta per motivi di sicurezza, a causa dell’aria irrespirabile all’interno dell’edificio.
Dopo ulteriori richieste di chiarimento, le opposizioni hanno presentato una mozione, sottoscritta da AVS, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e UNS, per chiedere la rescissione del contratto e una revisione delle condizioni, con la possibilità di destinare la chiesa anche a iniziative culturali.
Il documento è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale il 21 luglio. Paluzzi lamenta, tuttavia, che da allora non sarebbero arrivati aggiornamenti concreti sull’attuazione della decisione. Il capogruppo riferisce inoltre che il sindaco Marco Innocenzi e gli assessori al Patrimonio, Cecchetti, e al Bilancio, Strafonda, non avrebbero partecipato all’audizione richiesta dalla commissione.
«Rimane un mio personale sdegno per l’incuria che dura nel nostro patrimonio e per l’abbandono di una delle più belle chiese di Tivoli», dichiara Paluzzi, sottolineando come la chiusura dell’edificio, situato a pochi passi dal museo cittadino, rappresenti una perdita per la comunità e per i turisti che visitano il centro storico.
Il capogruppo AVS richiama anche altre questioni sulle quali, a suo giudizio, l’amministrazione non avrebbe fornito risposte adeguate, tra cui il parcheggio di piazza San Nicola e la vicenda Acea.
Paluzzi annuncia possibili aggiornamenti per la prossima settimana. Restano aperti gli interrogativi sulla gestione della chiesa, sulle condizioni dell’immobile e sui tempi necessari per restituire alla città un luogo di interesse storico, religioso e culturale.










