Con notevole ritardo, oltre due mesi, è stata pubblicata la sentenza, del Tar Lazio che praticamente decreta l’impossibilità di edificare nell’area di Contrada Galli, a Villa Adriana. Sono compresi anche i terreni che si trovano, a ridosso della Via Maremmana Inferiore, all’interno del perimetro circoscritto da Via Antonio Marziale, Strada Galli, Via Rosolina e Strada Roccabruna.
Il ricorso
Il ricorso presso il Tribunale amministrativo regionale era stato avanzato, a giugno 2024, dalla società proprietaria dei terreni nei quali era prevista, ormai da decenni, la realizzazione di quella che veniva definita Lottizzazione Nathan e nella quale si trovano gli impianti sportivi di Rocca Bruna. Si tratta dell’ennesima vicenda giudiziaria che su quell’area vede il pronunciamento di un tribunale.
Questa volta ad essere preso di mira dal ricorso era stato il vincolo di Interesse culturale che la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti, aveva rinnovato ed ampliato ad aprile 2024 inviandone comunicazione a tutti i proprietari dei terreni indicati dalle particelle catastali comprese nell’area delimitata.
La motivazione
Nella comunicazione era riportata una precisa motivazione del vincolo: “La permanenza, nell’area, delle testimonianze archeologiche, rappresentate dai resti delle ville rustiche rinvenuti nell’area, ed architettoniche, consistenti negli antichi complessi del Casale Galli, del Casale Lolli e del Casale Colleoni e dei territori ad essi afferenti, la cui presenza è acclarata, nei limiti della documentazione rinvenuta nell’ambito di questa procedura, almeno dal sec. XVII, unita alla sostanziale conservazione del territorio circostante qui individuato, formano un insieme inscindibile di interesse culturale particolarmente importante, con riferimento al paesaggio storico-archeologico che l’area rappresenta ancora ai nostri giorni, costituendo così un completamento ed un prezioso margine del limitrofo magnifico sito della Villa Adriana”.
Addio progetto?
Il rinnovo del vincolo pone un punto fermo e probabilmente definitivo su una vicenda che ha visto nei decenni fasi alterne, tra autorizzazioni comunali concesse, sempre contestate dalle associazioni ambientaliste Italia Nostra, WWF e Legambiente e ricorsi dei proprietari dei terreni. Probabilmente la sentenza pone una pietra tombale sulla lottizzazione, resta però il degrado dell’area. A ridosso della strada Maremmana che collega il casello autostradale della A24 al prezioso sito Unesco della Villa Adriana, il panorama ospita recinti fatiscenti e terreni abbandonati spesso sede di depositi di rifiuti. Sanato, grazie all’intervento del Comune, il deposito di cartelloni pubblicitari dismessi della Città metropolitana di Roma, il tratto di strada offre una immagine di abbandono e di edilizia approssimativa ai turisti che arrivano a Tivoli.
Da parte delle amministrazioni competenti completare il piano di riqualificazione lungo la provinciale e avviare progetti di piantumazione arborea sarebbe opportuno. (Gianni Innocenti)










