TIVOLI – La UIL FP ASL Roma 5 torna ad accendere i riflettori sulle condizioni degli spogliatoi del personale dell’Ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli. Con una campagna di denuncia dal titolo «Basta degrado!», il sindacato segnala la presenza di perdite e infiltrazioni d’acqua, muffa e umidità su pareti e soffitti, controsoffittature ammalorate e cattivi odori nei locali destinati a uomini e donne, rispettivamente al piano -1 e al piano -3 della struttura.
Il volantino diffuso dalla sigla sindacale è accompagnato da una serie di immagini che documentano le condizioni dei soffitti, con ampie macchie scure e segni di infiltrazione. «Non è solo una questione di decoro. È salute, sicurezza e tutela dei lavoratori», si legge nel testo, che richiama esplicitamente il D.Lgs. 81/2008 sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
«In questi spogliatoi entrano ogni giorno professionisti che, con spirito di abnegazione, professionalità e senso di responsabilità, garantiscono assistenza e servizi a migliaia di cittadini che si rivolgono all’Ospedale di Tivoli», sottolinea la UIL FP. «È inaccettabile che a loro non vengano garantite condizioni altrettanto dignitose. Chi si prende cura degli altri ha diritto a essere tutelato».
Per questo il sindacato dichiara di aver chiesto un sopralluogo immediato e la verifica da parte degli organismi competenti in materia di salute e sicurezza. Tra le richieste figurano anche l’individuazione delle cause delle infiltrazioni e dell’umidità, interventi strutturali e di risanamento, il ripristino completo degli ambienti e un cronoprogramma certo degli interventi entro 10 giorni.

La UIL FP avverte inoltre che, in assenza di risposte concrete e interventi tempestivi, è pronta ad adire le sedi competenti, coinvolgendo anche la Regione Lazio e ogni altra autorità competente per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. «La sicurezza non è un optional. La dignità dei lavoratori non è rinviabile», è lo slogan che chiude la campagna, accompagnato dal motto «Noi non ci fermiamo».










