Guidonia, inaugurato il polo sull’autismo. Cgil e Spi Cgil: “Struttura fondamentale, ma sulla medicina territoriale risposte evasive e tagli al progetto originale”
Il sindacato accoglie con favore il centro specialistico di Colleverde, ma denuncia la mancata realizzazione del presidio sanitario di quartiere previsto dall’accordo originario e l’assenza dei residenti alla cerimonia
GUIDONIA MONTECELIO – Un traguardo importante, ma con un’ombra: la parte del progetto dedicata alla medicina territoriale è stata “tagliata fuori”. È il giudizio espresso dalla Cgil e dallo Spi Cgil Rieti Roma Est Valle Aniene dopo l’inaugurazione del centro specialistico per l’autismo di Colleverde di Guidonia, alla presenza – ricorda il sindacato – di tutte le rappresentanze istituzionali: dal sindaco Mauro Lombardo al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, fino alla direttrice generale della Asl Rm5 Cavalli e all’assessore regionale alle Politiche Sociali Maselli.
“Apprendiamo con soddisfazione dell’inaugurazione – dichiarano Cgil e Spi Cgil in una nota –. Un traguardo importante non solo per la città di Guidonia, ma per tutto il territorio: una volta entrata pienamente a regime, la struttura potrà offrire risposte concrete alle tante famiglie che convivono quotidianamente con questa patologia, in evidente aumento anche tra le bambine e i bambini”.
Le critiche, però, non tardano. “All’inaugurazione mancavano tuttavia i veri protagonisti: gli abitanti del quartiere”, sottolineano le due sigle, ricordando il lavoro di quel tessuto sociale che, insieme alla Cgil e al Sindacato Pensionati, si è speso fin dal principio “con un lavoro lungo e complesso” per riqualificare i locali ex Inail.
L’accordo originario, stretto con la precedente giunta regionale e con la passata direzione generale della Asl, prevedeva un progetto integrato: da un lato il polo per l’autismo rivolto ai minori fino a 14 anni, dall’altro un centro sanitario a servizio diretto della cittadinanza di Colleverde. “Negli ultimi anni – affermano – nonostante i nostri continui tentativi di interlocuzione con la nuova giunta regionale, con la Asl e con l’Amministrazione comunale, abbiamo ottenuto risposte del tutto evasive. Oggi assistiamo alla passerella di chi rivendica la paternità del risultato, ma la parte relativa alla medicina territoriale è stata tagliata fuori, lasciando i residenti – per lo più anziani – in grave difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari di base”.
Nella parte conclusiva della nota, il sindacato ribadisce la propria posizione: “Come organizzazione sindacale siamo soddisfatti che si dia gambe a una struttura sociosanitaria così fondamentale per la tutela dei più piccoli. Esprimiamo tuttavia netta contrarietà per la mancata realizzazione del presidio sanitario di quartiere”.
Cgil e Spi Cgil assicurano infine che continueranno “a stare al fianco della comunità di Colleverde per rappresentare i bisogni reali del territorio e per rivendicare con forza il pieno diritto alla salute, ai servizi di prossimità e alla sanità pubblica










