Il Mar Mediterraneo resta caldissimo, l’umidità tocca valori tropicali e l’aria oceanica è ormai alle porte: ecco perché i prossimi temporali sull’Italia potrebbero risultare molto più violenti del normale, con grandinate diffuse.
Supercelle in aumento, non è soltanto un’impressione
TempoItalia.it ha realizzato una ricerca sulla frequenza di supercelle in Italia, e l’abbiamo recuperata soprattutto a seguito delle numerose grandinate che si sono verificate sull’Italia l’altro giorno si moltiplicano gli articoli che potete riscontrare su Internet e che parlano di supercelle. Le supercelle sono sistemi temporaleschi particolarmente intensi che, per la verità, si sono sempre sviluppati anche negli ultimi tempi, però c’è stato un incremento di questi fenomeni, peraltro anche con una maggiore violenza. Tutto ciò non è determinato solo da una sensazione, ma anche dal numero crescente di danni causati dalle celle temporalesche; oltretutto questo, insieme alle osservazioni a terra, genera un dato statistico che documenta proprio la crescita degli eventi così estremi.
Quindi si guarda al cielo, si guardano le mappe di proiezione per i prossimi giorni e c’è un elemento che, tra le altre cose, genera anche preoccupazione: la forte ondata di calore marino che prosegue su tutto il Mar Mediterraneo, soprattutto sul settore occidentale e attorno all’Italia, con temperature che raggiungono ancora i 30°C.
Un mare che non riesce più a raffreddarsi
Queste temperature non potevano scendere perché, anche se la durata del giorno rispetto a giugno si è ridotta, non sono invece diminuite le frequenze delle ondate di calore, e la più recente è stata intensissima soprattutto sulle regioni centro-meridionali. Fra l’altro non si è neppure esaurita, dato che anche nella giornata di domenica al Sud Italia e in Sicilia sono stati superati i 40°C. Il progressivo riscaldamento del bacino restituirà all’atmosfera, mese dopo mese, l’energia accumulata durante l’estate.
Con tutta questa energia si osserva il futuro e soprattutto il fatto che ormai siamo alla vigilia dell’autunno meteorologico: prima o poi ciò comporterà un cambiamento del tempo e l’arrivo di aria oceanica destinata a interferire e a scontrarsi con l’aria molto calda e umida del Mar Mediterraneo. Umida anche perché in questi giorni, in alcune località, si stanno raggiungendo i punti di saturazione dell’aria: l’aria diventa satura e genera persino rugiada a determinati valori. Pensate che in alcune aree centro-meridionali si sono toccati i 30°C di punto di rugiada, un valore altissimo. Generalmente simili misure si possono registrare nella foresta amazzonica o nelle foreste equatoriali, ma sono fenomeni neppure molto comuni nemmeno da loro. Questo gran calore e questa incredibile umidità dipendono dal fatto che siamo interessati da ondate di calore e in più da un mare caldissimo. Sono elementi che generano energia a disposizione delle aree temporalesche che transiteranno già nei prossimi giorni.
Temporali sparsi al Nord Italia tra martedì 1 e mercoledì 2 settembre
I modelli matematici tentennano un pochino nella previsione, però ci danno già le prime informazioni: al Nord Italia transiterà un’area temporalesca nella giornata di martedì 1° settembre. Si tratterà di nubi temporalesche sparse, quindi sarà anche molto difficile prevedere dove colpiranno, perché i vari modelli matematici intercettano la posizione in località differenti. Potranno tuttavia essere interessate le regioni alpine e prealpine, ma anche altri settori della Pianura Padana, Milano compresa. Alcuni modelli matematici, specialmente quello europeo, indicano instabilità atmosferica lungo la penisola principalmente nelle zone interne, con fenomeni pomeridiani; per le regioni settentrionali, invece, i temporali potranno verificarsi un po’ a tutte le ore, soprattutto al mattino, al pomeriggio e anche durante la notte. Temporali, come dicevo, sparsi e irregolari.
Questi rovesci potranno ripetersi sulle regioni del Nord Italia, forse con una minore frequenza, nella giornata di mercoledì 2 settembre, e le zone coinvolte potrebbero essere un po’ tutte. Attenzione, sempre il modello matematico europeo indica residua attività temporalesca anche in quella giornata lungo l’Appennino meridionale. La collocazione dei temporali preferiamo però definirla meglio con articoli dedicati, anche perché i modelli matematici, a grandi linee, la intercettano in modo decisamente irregolare.
(fonte Tempo Italia)










