Fino al 13 settembre la mostra curata da Lucrezia Rubini. In esposizione una produzione originale e inedita tra pittura, incisione e ricerca spirituale
TIVOLI – La Chiesa di San Vincenzo Martire ospita una nuova importante iniziativa culturale dedicata all’arte contemporanea. Fino al al 13 settembre 2026 sarà infatti possibile visitare la mostra di Placido Scandurra, artista poliedrico, pittore e incisore, da anni protagonista della scena culturale del territorio.
La proposta, avanzata dalla curatrice Lucrezia Rubini, è stata accolta con grande entusiasmo dall’Ufficio Cultura della Diocesi di Tivoli e di Palestrina, che ha individuato nel percorso artistico di Scandurra un perfetto connubio con la programmazione culturale della Diocesi.
L’artista, che svolge la propria attività a San Polo dei Cavalieri, ha un legame particolarmente significativo con Tivoli. Per numerosi anni scolastici ha infatti insegnato discipline pittoriche presso l’Istituto artistico della città, contribuendo alla formazione di diverse generazioni di studenti.
Quella proposta negli spazi della Chiesa di San Vincenzo Martire è una produzione originale e inedita, concepita anche in rapporto con il luogo che la ospita. Le opere di Scandurra entrano così in dialogo con lo spazio sacro, dando vita a un percorso nel quale la dimensione artistica incontra quella spirituale.
Proprio la ricerca spirituale rappresenta uno degli aspetti più importanti della produzione dell’artista, che coltiva questa dimensione anche nella propria vita personale. Pittura e incisione diventano così strumenti attraverso i quali Scandurra sviluppa una ricerca personale, capace di confrontarsi con temi profondi e con differenti linguaggi espressivi.
Una mostra di particolare interesse anche per la quantità e la qualità delle opere presentate, una produzione consistente che testimonia la ricchezza del percorso di un artista capace di muoversi con versatilità tra tecniche e forme espressive diverse.
L’esposizione sarà aperta al pubblico tutti i giorni, fino al 13 settembre, dalle ore 17 alle 20, presso la Chiesa di San Vincenzo Martire di Tivoli.
Un appuntamento che unisce arte, cultura e spiritualità e che conferma l’impegno della Diocesi nella valorizzazione di iniziative capaci di creare un dialogo tra il patrimonio religioso della città e la ricerca artistica contemporane, è stata accolta con grande entusiasmo dall’Ufficio Cultura della Diocesi di Tivoli e di Palestrina, che ha individuato nel percorso artistico di Scandurra un perfetto connubio con la programmazione culturale della Diocesi.
L’artista, che svolge la propria attività a San Polo dei Cavalieri, ha un legame particolarmente significativo con Tivoli. Per numerosi anni scolastici ha infatti insegnato discipline pittoriche presso l’Istituto artistico della città, contribuendo alla formazione di diverse generazioni di studenti.
Quella proposta negli spazi della Chiesa di San Vincenzo Martire è una produzione originale e inedita, concepita anche in rapporto con il luogo che la ospita. Le opere di Scandurra entrano così in dialogo con lo spazio sacro, dando vita a un percorso nel quale la dimensione artistica incontra quella spirituale.
Proprio la ricerca spirituale rappresenta uno degli aspetti più importanti della produzione dell’artista, che coltiva questa dimensione anche nella propria vita personale. Pittura e incisione diventano così strumenti attraverso i quali Scandurra sviluppa una ricerca personale, capace di confrontarsi con temi profondi e con differenti linguaggi espressivi.
Una mostra di particolare interesse anche per la quantità e la qualità delle opere presentate, una produzione consistente che testimonia la ricchezza del percorso di un artista capace di muoversi con versatilità tra tecniche e forme espressive diverse.
L’esposizione sarà aperta al pubblico tutti i giorni, fino al 13 settembre, dalle ore 17 alle 20, presso la Chiesa di San Vincenzo Martire di Tivoli.
Un appuntamento che unisce arte, cultura e spiritualità e che conferma l’impegno della Diocesi nella valorizzazione di iniziative capaci di creare un dialogo tra il patrimonio religioso della città e la ricerca artistica contemporanea










