La Regione completa la transizione verso il Numero Unico Europeo per le Emergenze. Il vecchio numero non sparisce: le chiamate saranno reindirizzate automaticamente. Rocca: «Un solo numero per qualsiasi emergenza»
Un numero unico per le emergenze, facile da memorizzare e a prova di bambino. Il Lazio dice ufficialmente addio alla storicità del 118 per completare la transizione verso il Numero Unico Europeo per le Emergenze: l’1-1-2, ossia il 112.
La novità diventa visibile da subito anche sulle strade: tutti i 270 mezzi dell’Ares (l’azienda regionale per il soccorso sanitario), tra ambulanze e automediche, sfoggeranno sulla carrozzeria la nuova livrea con il marchio dell’112.
Niente panico per chi, per abitudine o frenesia, dovesse ancora digitare il 118 sul tastierino del telefono. La chiamata non andrà persa: verrà intercettata e centralizzata automaticamente dalla Centrale Unica di Risposta dell’1-1-2, che provvederà poi a smistarla al soccorso sanitario o agli altri enti competenti.
Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio: «È il numero che bisogna chiamare per qualsiasi tipo di emergenza. Può capitare che insieme a un’ambulanza serva l’intervento dei Vigili del Fuoco o una pattuglia delle Forze dell’Ordine. Saranno i professionisti della centrale a valutare e decodificare l’emergenza, attivando contemporaneamente più risorse se necessario»
Il vero punto di forza della centrale unica risiede nella presa in carico integrata. L’operatore che risponde alla chiamata è in grado di coordinare in tempo reale una risposta multidisciplinare.
Un solo squillo, un solo numero da ricordare – l’1-1-2 – per attivare in modo tempestivo ed efficiente la macchina dei soccorsi su tutto il territorio regionale.
Intanto l’Ares 118 Lazio lancia la rivoluzione digitale: il pronto soccorso inizia in ambulanza con il triage a bordo.










