Il Lazio registra un preoccupante aumento di morti e infortuni sul lavoro, in netta controtendenza rispetto al dato nazionale. A lanciare l’allarme è il rapporto della Cgil di Roma e Lazio, elaborato sui dati Inail, che fotografa una situazione sempre più critica nei primi sei mesi dell’anno.
Le denunce di infortunio sono aumentate dell’8,2%, un incremento superiore al +5,5% registrato nel resto del Paese. Ancora più allarmante il bilancio delle vittime: sono 38 i lavoratori che hanno perso la vita, quasi il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
La provincia di Roma si conferma la più colpita, con 27 decessi, ma la crescita degli infortuni interessa tutte le province del Lazio e coinvolge ogni fascia d’età. Un dato che, secondo il sindacato, evidenzia un fenomeno strutturale e non limitato a singoli comparti o territori.
Particolarmente preoccupante è l’aumento degli incidenti che coinvolgono le donne, cresciuti del 10%. Anche tra i lavoratori più giovani emergono segnali allarmanti: nella fascia compresa tra i 25 e i 29 anni gli incidenti mortali sono passati da zero a cinque nel giro di un anno.
I settori che registrano il maggior numero di denunce restano la logistica, la sanità, l’assistenza sociale e le costruzioni, comparti tradizionalmente esposti a un elevato rischio. Tuttavia, l’incremento percentuale più significativo riguarda le attività artistiche, sportive e di intrattenimento, dove gli infortuni sono aumentati del 50%.
Secondo la Cgil, il quadro potrebbe peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi, anche a causa delle elevate temperature estive, che rappresentano un fattore di rischio aggiuntivo per molti lavoratori. Per questo il sindacato chiede un rafforzamento dei controlli nei luoghi di lavoro, il pieno rispetto delle ordinanze anti-caldo e un maggiore investimento nella cultura della prevenzione e della sicurezza.
L’obiettivo, sottolinea la Cgil, è fermare una scia di incidenti e decessi che continua a rappresentare una delle emergenze più gravi del mondo del lavoro.










