TIVOLI – Un territorio che cambia e che si confronta con nuove forme di disagio sociale. Nel comprensorio tiburtino la povertà non riguarda più soltanto le situazioni di marginalità estrema, ma coinvolge sempre più spesso famiglie, lavoratori, pensionati e persone che fino a pochi anni fa conducevano una vita economicamente stabile. A fotografare questa realtà sono i dati raccolti dalla rete Caritas della Diocesi di Tivoli e Palestrina, che negli ultimi anni ha intensificato la propria presenza sul territorio attraverso centri di ascolto, servizi di sostegno e iniziative rivolte alle persone più vulnerabili. Secondo il Report 2025 della Caritas diocesana, il quadro che emerge è quello di una fragilità diffusa, alimentata dalla precarietà lavorativa, dall’insufficienza dei redditi e dall’aumento costante dei costi legati all’abitazione e alla gestione familiare.
Nel territorio tiburtino si registra una crescente presenza di persone in età lavorativa che, pur avendo un’occupazione, non riescono a sostenere adeguatamente le spese quotidiane. Il fenomeno dei cosiddetti “working poor”, i lavoratori poveri, rappresenta oggi una delle principali emergenze sociali, insieme alle difficoltà che colpiscono molte donne, spesso impegnate nel lavoro di cura e in percorsi professionali discontinui. Per rispondere a questi bisogni, la rete della solidarietà locale continua a rafforzarsi. Negli ultimi anni sono stati potenziati i servizi di ascolto e accompagnamento, con particolare attenzione non solo agli aiuti materiali ma anche ai percorsi di inclusione sociale, orientamento e supporto alle famiglie.
Un esempio significativo è stato l’avvio del centro di distribuzione diocesano per gli aiuti alimentari, nato per rendere più efficiente la raccolta e la distribuzione dei beni destinati alle persone in difficoltà. La situazione locale si inserisce in un contesto nazionale altrettanto complesso. Secondo gli ultimi rapporti Caritas, in Italia oltre 5,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, mentre le famiglie seguite dalla rete Caritas hanno superato quota 277 mila nel 2024 e sono ulteriormente aumentate nel 2025, raggiungendo oltre 282 mila nuclei familiari assistiti. Sempre più spesso il disagio economico si accompagna ad altre forme di vulnerabilità: problemi abitativi, difficoltà relazionali, isolamento sociale e bisogni sanitari. Oltre la metà delle persone che si rivolgono ai servizi Caritas presenta infatti più di una forma di disagio contemporaneamente, segno di una povertà che non può più essere letta esclusivamente come mancanza di reddito.
Particolarmente preoccupante è l’impatto dell’aumento del costo della vita. Bollette energetiche, affitti, mutui e spese alimentari continuano a incidere pesantemente sui bilanci familiari, mentre cresce il numero degli anziani e delle famiglie monoreddito che faticano ad arrivare alla fine del mese. A livello nazionale sono inoltre in aumento le richieste di aiuto da parte degli over 65, fenomeno che riflette l’invecchiamento della popolazione e l’insufficienza di molte pensioni rispetto al costo della vita attuale. In questo scenario, il rafforzamento delle reti di prossimità assume un ruolo sempre più importante. L’obiettivo non è soltanto fornire un sostegno immediato, ma costruire percorsi che permettano alle persone di recuperare autonomia, dignità e partecipazione alla vita della comunità. Lorenzo Castellani










